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martedì 13 novembre 2018

"MIO PAPA' MI VUOLE BENE ... NON MI CHIEDE DI ESSERE COME LA PENSA LUI"

Spesso mi è capitato di criticare i miei genitori, come tutti i figli d'altronde, è anche una cosa piuttosto normale, è giusto che un figlio possa distaccarsi dal pensiero dei propri cari, è sano.
Li ho criticati ma dimentico che sono stati loro a darmi sempre la possibilità di scegliere quello che mi piaceva, con serenità ed educazione. Certo non è sempre stata una "passeggiata di piacere", attraverso sensi di colpa, orgoglio e qualche risentimento ma ho potuto sempre pensarla come credevo meglio.

Dalla cosa più stupida quale può essere la squadra di calcio da tifare, fino al pensiero politico e non  ultimo non posso dimenticare la scelta del mio percorso di Fede.
Quando ero piccolo mio papà mi faceva vedere le partite dell'Inter perchè lui era un tifoso nerazzurro, io guardavo l'Inter anche con un certo interesse, ma le treccine di Gullit e la maglia rossonera mi emozionavano di più.
Mio padre non mi ha mai nemmeno scherzosamente redarguito per il fatto che  tenessi per i "cugini", anzi, mi ha lasciato così libero che se io avessi un figlio Juventino diventerei pazzo.

                                                    "Se Dio Vuole" di Edoardo Falcone

Questa piccola parentesi di tifo per capire come io sia fortunato ad avere una famiglia che mi ha sempre lasciato libero nel mio pensiero. 
La mia stessa Fede è cresciuta liberamente, nessuno dei miei mi ha mai chiesto perchè credo, perchè non dovrei credere o mi ha invitato a scegliere quella strada. Semplicemente ho sempre fatto tutto di testa mia.

Non parliamo poi del pensiero politico, in famiglia non siamo totalmente discordi ma non siamo nemmeno in accordo. Molte volte è capitato di stare a pranzo e poco dopo si scaldavano gli animi su alcuni temi come: immigrazione, giustizia , economia e molto altro... Ma non ho mai diseredato i miei genitori per questo, anzi ci siamo e ci vogliamo sempre bene come prima, perchè si è sempre cercato tra di noi  un clima affinchè l'uno comprendesse il pensiero dell'altro.

Oggi vedo genitori che cercano di influenzare un po' i loro figli, che ostentano piacere nelle cose belle che i figli fanno, osannandoli sui social o prendendone la difesa, sempre.

Un giorno una donna sui 40 anni venne a confessarsi da me, la vidi un po' abbattuta pensavo tra me e me che avesse fatto qualcosa di molto importante per stare così male, così iniziai con la solita frase "di cosa vuoi chiedere perdono al Signore?"... "Sa Reverendo, oggi purtroppo ho risposto indietro a mia mamma".... Silenzio per qualche secondo con lo sguardo fisso su di lei e poi con un sorriso esplosi in un "Menomale, era ora!".

Alcuni figli crescono con forti sensi di colpa perchè i loro genitori li convincono che se non si comporteranno in quel modo da loro richiesto non saranno ben valutati e soprattutto ben voluti. 
Ma non servono le parole per far capire loro questo, la comunicazione è fatta di sguardi, posizioni del corpo e molto altro ancora.

                                                    "Se Dio Vuole" di Edoardo Falcone

Ringrazio il cielo di avere una mamma e un papà così, che non hanno mai interferito con la mia vita privata, o meglio, con le scelte che ho fatto nella mia vita privata. Qualche volta avranno sofferto, qualche altra volta avranno pensato che avrei fatto meglio a fare quello che pensavano loro...Ma io ho fatto sempre quello che ho voluto, sempre nel rispetto dei miei "veci".

Lasciate che i vostri figli non siano influenzati, cresceranno più belli di quello che voi credete!

martedì 23 ottobre 2018

UN PAIO DI SCARPE... (I have decided...No turning back)

Ho parlato molto dei  momenti che mi hanno fatto crescere, spesso ho menzionato quel "2011" che tanto mi aveva abbattutto e che tanto mi ha donato. In questi giorni però mi è tornato alla mente un paio di scarpe... 
Già, proprio così, un paio di scarpe. Era fine Febbraio del 2006, ci apprestavamo a vivere una delle migliori estati a livello calcistico e in tv andavano in onda le Olimpiadi invernali di Torino e probabilmente anche il Festival di Sanremo.
Avevo da poco compiuto 18 anni, a scuola frequentavo la prima Liceo (3a superiore) dovevo soffrire per il fatto di aver perso un anno e per la poca voglia di studiare, pesavo circa 15-20 kg più di adesso e una settimana dopo sarei dovuto partire per Berlino.

Quel pomeriggio dopo pranzo, come ogni pomeriggio andai in camera a provare a studiare e poi una sensazione di vuoto allo stomaco, ma non un vuoto di cibo, un vuoto esistenziale... Le domande che a quell'età ti disturbano la mente, ti inquietano e a cui non trovi risposta.

A quell'età non trovare risposta è un bel problema, perchè affinchè tutto sia a "norma" deve esserci una risposta e quando non la si trova vuol dire che è tutto predestinato al fallimento...

 Woody Allen "Hannah e le sue sorelle"

 Non avevo messo in conto che sarei dovuto andare a prendere un paio di scarpe con mia mamma di lì a poco e la voglia di alzarmi dal letto per farlo era pari a zero. Pensare di dover andare in un posto con molta gente per trovare un paio di scarpe che mi andasse bene mi demoliva, avrei dovuto inventarmi qualcosa per rimanere a casa.

Per andare avanti fino a quel momento ho sempre avuto bisogno di consigli, e soltanto pochi erano quelli che consideravo, ricordo di aver sempre ammirato mio padre per la sua forza e costanza in ogni momento della vita e io pensavo che non sarei mai stato come lui, la natura consegna ad ognuno il suo modo di essere, di fare e quindi di reagire...

Però come Mickey in "Hannah e le sue sorelle" ad un certo punto mi sono detto «Fallito per fallito è meglio provare a muoversi e fare quello che non avrei voglia di fare, affrontare quello che non avrei voglia di affrontare».
Solo nel fare quel pensiero il vuoto si riempì di qualcosa, una sensazione di maturità che mi convinse ad andare.

Prima di partire per un viaggio importante avrai sempre la sensazione di non farcela, prima di iniziare un'esperienza importante avrai sempre il sentore che stai sbagliando, dopo aver fatto una scelta definitiva avrai sempre il terrore di esserti precluso la vita per sempre....

NON E' VERO ... VAI E FIDATI!

Dedicato ad ANNA e MARCO... Grazie! 

 

venerdì 28 settembre 2018

L'ILLUSIONE DI ESSERE ARRIVATO...

Una volta che ci si è "illuminati" il cammino diventa piuttosto in discesa. La consapevolezza di sè stessi è sufficiente a garantire per alcuni mesi o anni un autocontrollo personale efficiente.

Quelle fragilità che prima erano un fardello ora diventano "fiori" da testimoniare alle persone, mezzo da prendere ed utilizzare per aiutare chi è in difficoltà.
"Io ci sono riuscito, e se ci sono riuscito io con tutte le mie debolezze puoi riuscirci anche tu!".

Certo non è un "marketing" molto semplice su cui lavorare, le persone per fortuna devono sì avere testimonianze vere ma devono fare soprattutto esperienza personale di salvezza, senza di essa non si può pensare di convertire il Cuore.

Con gli anni e con l'aumentare di lavoro, famiglia e impegni, la riflessione su sè stessi affievolisce o più precisamente viene dimenticata. La Scelta , la Preghiera  sì, sono  presenti ma sono appesantite da cose e da eventi che hanno preso il sopravvento.

Quando mi addormento la sera mi accorgo che per dormire ho bisogno di usare lo smartphone o guardare la tv. Mi diventa più difficile farlo naturalmente, o dopo una lettura.
La mattina non ho tempo di pregare, aspetto occasioni che mi siano proposte. E quando vivo la Santa Messa domenicale l'attenzione non è viva, mi accontento della presenza, di quella presenza che per i Cristiani è una delle "medicine" al senso di colpa che si è installato in noi.

In tutta questa corsa contro il tempo arriva un momento in cui per un motivo più semplice o per un motivo più importante ci si ferma.
E quando ti fermi ti accorgi che dalla finestra della tua vita c'è qualche spiffero che si è aperto. Entra aria che per un attimo ti porta ai periodi difficili, da un lato ti spaventa e mi spaventa.
Mi accorgo che ho dimenticato e tralasciato molte cose, mi accorgo che mi sono abbandonato a rabbia, disperazione, pensieri, emozioni (postive o negative)... Il tutto dimenticandomi di me.

Mi sono illuso di essere già arrivato, mi sono dimenticato da dove sono arrivato. Da che punto di partenza ho cominciato questa mia crescita.
Per me è sempre stato un principio di vita "Non dimenticarti da dove arrivi". Sia a livello esperienziale, carrieristico e spirtuale.

Non è "Sono stato fragile" ma "Sono ancora fragile", come non è "Sono stato felice" ma "Sono ancora felice", dipende  di cosa sto godendo.

Sto godendo per un'emozione o per una compagnia di una persona? Sto godendo di un panorama o di un riconoscimento? 

Sto godendo di me stesso o dell'idea che hanno gli altri di me?

Sto pensando a questo istante o sono in ansia per quello che accadrà domani?

Certo non è semplice uscire da questo meccanismo, ma non è impossibile.

IO SONO BELLO PERCHE' SONO COSì 



Gv 21,15

Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simone Pietro: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro? Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che io ti voglio bene”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. Gli disse di nuovo: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene! Gli disse: “Pasci le mie pecore”.
Gli disse per la terza volta: “Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene? Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: “Mi vuoi bene?”.
E gli disse: “Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene”. Gli rispose Gesù: “Pasci le mie pecore”. 



"Benedetta Follia" - Carlo Verdone, 2018


Fermarsi però è importante,avere anche un'occasione casuale per farlo è una boccata d'ossigeno. 
Hai l'opportunità di ridimensionare le paure "è una paura che ritorna o un'opportunità di rivedere delle cose?".

Io credo ancora nella seconda, con parsimonia e naturalmente senza dimenticare da dove arrivo.

lunedì 13 agosto 2018

CI SERVE SEMPRE QUALCUNO CHE CI INSEGNI AD AMARE...

Gira e rigira si parla sempre di quello, "l'amore" ,un desiderio che è insito in ognuno di noi al pari della felicità, per quanto entrambi siano probabilmente una coppia fissa nella classifica dei nostri sogni.
Certo c'è probabilmente qualcosa che ci offusca in termini di amore, come se qualcuno ci avesse convinto che è tutto un pacchetto preconfezionato, una sorta di cadeaux che siamo invitati a ricercare.
Certo che l'amore vada ricercato non c'è dubbio, ma probabilmente va ancora di più imparato...
L'amore non è battito di cuore e nemmeno "farfalle nello stomaco" è come diceva una canzone di Arisa qualche anno fa...un'altra cosa.
In primis dovremmo cominciare ad essere onesti e sinceri con noi stessi, siamo egoisti! Vogliamo quello che ci siamo prefissi, desideriamo per l'altro ciò che piace a noi e in tutto questo questo si racchiude come illusione "la felicità".
L'altro è così da sempre e non è una scoperta improvvisa il fatto che ci deluda o che non corrisponda del tutto a quello che ci eravamo immaginati, era già così.

 Due fidanzati si dividono per le vacanze causa lavoro, lei parte per il mare e il giovane rimane a casa.
Un giorno pensa di raggiungerla e di farle una sorpresa , durante il viaggio pensa "Che bello non vedo l'ora di vederla, spero che quando arrivo mi darà un abbraccio e mi farà capire quanto gli sono mancato, sarà una bellissima giornata".
Arrivato in spiaggia la cerca e non la trova, dopo qualche minuto si rivolge ad uno degli operatori balneari e chiede dove possa trovarsi, l'operatore gli risponde di averla vista andare verso il comando dei carabinieri per il furto del suo portafogli. 
Il ragazzo tutto trafelato corre verso la stazione dei carabinieri e la trova lì che si sta lamentando con qualcuno per il furto, lei si gira e stupita gli va incontro "Ciao, cavoli sei venuto proprio oggi che mi è capitato questo, guarda non puoi capire sono incavolata nera...perdonami". La giornata passa tra denuncia e carte da fare, fino ad una frugale cena perchè il ragazzo doveva partire causa il lavoro del giorno successivo. Durante il ritorno il ragazzo si stanca "Non è mai come dico io, è colpa sua che dimentica tutto, che non è attenta, e in più è sempre arrabbiata" 

Nell' "amore" ci illudiamo sempre, facciamo l'errore di sognare qualcosa che vogliamo noi e mettiamo alle strette l'altra persona. Purtroppo , anzi per fortuna non è così.

Qualche settimana fa ho avuto la fortuna di avere un insegnamento da un amico, o per meglio dire da una famiglia che mi ha fatto capire come amare debba essere una nostra motivazione personale, perchè l'altro non è quello che ci immaginiamo noi: ha le sue ferite, le sue paure, i suoi dubbi e anche le sue disabilità fisiche e non. 


Amare non è sacrificarsi ma è volere bene all'altro per quello che è..."Io non mi posso sostituire a te, non posso farti felice ma ti sostengo e ti voglio bene per quello che sei e che sarai"

Non posso sapere come sarà mia moglie o mio marito domani o fra qualche ora, meglio non desiderarlo perchè sarò deluso, ma non è una cosa triste è semplicemente la realtà. 
Piuttosto per amare bene devo chiedermi "Voglio stare veramente con questa persona qualunque cosa accada?".

Ecco per fare tutto questo è importante che qualcuno ci insegni l'amore, cercare di scrutare cosa le famiglie o le coppie felici fanno per essere tali. Si scoprirà che non danzano sulle nuvole e che nessuno dei due è arrivato sul cavallo bianco, si scoprirà che il più delle volte sbottano l'uno contro l'altra...Ma sono infelici? No, perchè l'infelicità non è dato dalle cose, dalle emozioni, o dai pensieri che mi prefiggo... Quelle sono solo illusioni.

Fatevi insegnare ad amare, è meglio!


perché io sono tutto quel che ora ti do 
e nient'altro, nient'altro (Negramaro)



martedì 10 luglio 2018

SONO ORGOGLIOSO DI ESSERE ITALIANO

Difficile, veramente difficile. Mai avrei pensato di arrivare ad un momento storico così, ho sempre cercato di non crederci troppo a quello che mi veniva detto.
Nel 2008 il mio professore di Storia disse alla classe "Abbiate la capacità di riconoscere i tempi, la storia è un boomerang che ritorna sempre!". Mi fece molta paura quella frase ma pensai che anche i professori potevano sbagliare e stava a noi alla fine muovere le "pedine" giuste.

A dieci anni di distanza ci siamo "quasi" dentro a quel boomerang, e la cosa è alquanto preoccupante. Non tanto per il Ministro dell'Interno Salvini, che fa il suo "lavoro" , quanto per le persone che continuano ininterrottamente a cavalcare l'onda dell'odio.

Negli ultimi giorni si è mostrata una forte presunzione verso quelli che continuano a sostenere gli aiuti umanitari. Un pregiudizio su tutti è il fatto che chi sostiene gli aiuti all'Africa non sia favorevole all'Italia....

Ma chi glielo fa pensare questo? Chi vi fa pensare che io sia contrario alla salvezza della mia gente?
Chi vi dice e sostiene che io goda dei morti italiani?

Voi non potete capire quanto io abbia sofferto di fronte ai terremoti di Emilia e Abruzzo, non potete capire alle notti insonni passate a pensare a un amico morto suicida. E vi permettete di dire che io non sono a favore degli italiani?

No mi dispiace, non ci sto! Sono pulito con la mia coscienza, e non saranno le vostre "chiacchiere da bar" a farmi credere nell'odio verso di voi. Perchè io sarò sempre per voi, anche se non la pensate come me. Sarò sempre per voi miei connazionali come lo sarò per quei ragazzi stranieri che cercano un mondo migliore.

Svegliatevi amici, ci stanno mettendo contro, vogliono aizzare una guerra! Non vi sto chiedendo di cambiare idea politica, vi sto chiedendo di aprire gli occhi se non volete soffrire pure voi!

A proposito di Vangelo... 

31 Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 41 Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 43 ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44 Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45 Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. 46 E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».


lunedì 4 giugno 2018

ORA SMETTIAMOLA DI FARCI LA GUERRA


Non c'è più tempo, parlo a me Cattolico e parlo a tutti i Cristiani. Di fronte ad una grave crisi come quella che si prospetta in Italia, dove il baratro sembra non finire mai è evidente il bisogno di qualcuno o qualcosa che renda vivibile non solo il nostro bel paese ma anche il mondo intero.

Vedo troppa gente Cristiana impegnata a screditare i propri fratelli, a innalzarsi di fronte agli altri rispetto alla condivisione: "è bello e interessante solo ciò che faccio io!", basta!

Oggi più che mai abbiamo bisogno di andare aldilà dei difetti e delle ideologie, abbiamo bisogno di "mettere in campo" la testimonianza per cui siamo Cristiani. 
Non siamo Cristiani per un semplice dato di fatto, si presuppone esserlo perchè lo abbiamo scelto e perchè vorremmo portare nel mondo la Pace e la Gioia che Lui ci ha insegnato.

Molte volte non è così purtroppo, passiamo il tempo a criticarci e a farci del male, siamo i primi a parlare di perdono, di fede, di amore, di impegno e siamo i primi a non fare nessuna delle precedenti.

Abbiamo smesso in parte di trovare del tempo per Lui, di Pregare almeno 5 minuti e discernere i nostri pensieri.Dobbiamo avere la capacità di discernere i nostri sentimenti di rabbia e far ragionare chi perde la testa, non c'è più tempo di schierarsi ma di mediare.  facciamo i Cristiani ma andiamo avanti da soli come don Chisciotte contro i mulini a vento.

Ora è il momento della CONDIVISIONE, di unire le forze e mostrare la Pace. Solo se sapremo andare aldilà del nostro naso potremo fare qualcosa di veramente straordinario.


SMETTIAMOLA DI FARCI LA GUERRA ...

Luca 1,68-79

68 «Benedetto il Signore Dio d'Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,
69 e ha suscitato per noi una salvezza potente
nella casa di Davide, suo servo,
70 come aveva promesso
per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:
71 salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
72 Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
73 del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
74 di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, 75 in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
76 E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
77 per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati,
78 grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio,
per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge
79 per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre
e nell'ombra della morte

e dirigere i nostri passi sulla via della pace».

sabato 14 aprile 2018

AMARE NON È FACILE, FORSE NEANCHE DIFFICILE

Ho sempre avuto grosse difficoltà ad affidarmi, evidentemente non sono l'unico con questo problema ma devo guardare a me.
Negli ultimi anni sono stato molto nostalgico di un passato che non c'era più e non ho fatto niente per nasconderlo, forse però la nostalgia non aiuta a migliorarsi e soprattutto non chiarisce le Benedizioni del momento. 
All'inizio di quest'anno ad esempio ho chiesto una cosa: Imparare ad AMARE.
Mica cosa da poco, e poi quando si chiede una cosa, attenzione perchè così succederà: 

"9 Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 10 Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto" (Lc 11, 9-10).



Quando vuoi imparare ad amare devi necessariamente mettere da parte il passato e provare a concentrarti su tutto quello che fai ora, non è detto però tu sia subito in grado di cimentarti.

Un po' come quando dici "Voglio imparare a nuotare, ma non voglio tuffarmi in acqua perchè mi fa paura". Ecco se in amore non ci si "tuffa in acqua" non si può imparare a nuotare.
Mica facile amare, ma evidentemente non è neanche impossibile se ci è chiesto di provarci...

Una sera a casa mi sono imbattuto in un programma televisivo dove una donna e un uomo scelgono di sposarsi "al buio". Compilano una lista dei desideri della persona che vogliono avere al loro fianco e gli ideatori del programma trovano quella con le determinate caratteristiche richieste. 
Una volta sposati (non so se in maniera civile o meno) hanno 8 settimane di tempo per capire se staranno bene insieme o meno, se non sarà così potranno separarsi.
In tutto questo degli esperti psicologi sono pronti ad arrivare in aiuto nel caso uno dei due non sia propriamente convinto a primo impatto dell'altro.

Lasciando perdere l'impressione che ho provato nel vedere questo programma, mi sono concentrato su alcune cose che potrebbero riguardare anche noi.

Intanto i tempi, 8 settimane per capire se... 

I tempi sono importanti nell'amore, per scegliere la strada da prendere soprattutto nei momenti in cui una coppia non riesce ad uscire dai momenti difficili, anche per scegliere una strada diversa dallo stare insieme.
I tempi definiti però mettono dei paletti all'amore, tolgono le ali. Se metto delle tempistiche io attendo qualcosa più che fare qualcosa, è un atto egoistico.

Lo psicologo, "All'inizio non mi dice niente..."

 "Non mi dà quelle emozioni che pensavo". Questo è un limite a tutto, non solo all'amore, e oggi è il malessere più comune. Soprattutto se si va avanti con l'età rimaniamo impagliati nel desiderio di innamorarci come in adolescenza, e non andiamo oltre il nostro naso, è egoistico anche questo.



La verità è che se anche noi siamo contrari e disgustati da questo format tutto sommato prendiamo decisioni come in questo programma. Con un'unica differenza: non siamo in TV.

Il più delle volte nella nostra testa stiliamo una lista di caratteristiche che l'altro/a deve avere (bella/o fisicamente, intelligente, ama vestirsi bene, si mantiene in forma, con la stessa mia visione di mondo).
Più la lista è lunga e più sarà difficile trovare una persona che combacia con queste caratteristiche, e più che difficile è quasi impossibile da trovare.
Poi ci diamo un tempo e delle aspettative fin da subito. "Gli/le tocco le mani, se non mi emoziono probabilmente non è la persona giusta", "Il luogo dove abita non è nelle mie corde, o faccio in modo di trasferirsi da me o è meglio lasciarsi".

Il più delle volte limitiamo l'amore in tutto, lo creiamo a nostra immagine e somiglianza, non diamo modo all'altro di essere quello che è realmente. Non lo amiamo, siamo egoisti ed egocentrici, è diverso.

I tempi sono importanti quando decidiamo di conoscere quella persona, di affidarci in qualche modo a lei per capire se effettivamente può condividere con noi il resto della vita, allora , in quel caso possono avere un valore i tempi, allora potremmo imparare ad amare.

Non ci si può innamorare se non ci liberiamo delle caratteristiche e dei muri che ci siamo costruiti, e non possiamo nemmeno amare.


Ecco io ho capito (e sto provando ad allenarmi) che per amare devi saper levarti dal centro, devi fare una sorta di "gara" per mettere al centro l'altro. Solo in questo modo si possono aprire strade di pace e di libertà.

"A me piace la montagna, a lei il mare... Si va al mare!" 

“Lo spreco della vita si trova nell’amore che non si è saputo dare... nel potere che non si è saputo utilizzare, nell'egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere, ci ha fatto mancare la felicità.”  OSCAR WILDE

“Esci dal circolo del tempo ed entra nel circolo dell'amore.” RUMI

“L'amore non guarda con gli occhi ma con l'anima.”  WILLIAM SHAKESPEARE

lunedì 5 marzo 2018

E ORA...COSA BENEDICO?

Dopo le elezioni di questi giorni viene naturale pensare a cosa sarà di noi, è difficile aggrapparsi a qualcosa, pensare a chi prenderà il governo e che tipo di scelte verranno fatte dai nuovi amministratori. 
Ho provato a cercare motivazioni pratiche per andare avanti, ho provato a stressarmi e a spremere le meningi per capire cosa possiamo fare, il risultato è stato: pessimismo e ogni tanto come una ciliegina una notizia che rabbuia la giornata.
Il paradosso è stato che anche in una situazione risolvibile la mia vita diventa un po' più difficile, diventa più macchinosa: Social network, risposte a tutti, telefono, computer, accontenta questo e accontenta l'altro...Niente! Tutto difficile, buio e macchinoso.

Ho "provato" in questo inizio di Quaresima a staccarmi dalla spiritualità, a staccarmi da Lui. Tra virgolette perchè non l'ho voluto, è venuto in base a tutto il casino della mia vita, casino che ho accumulato io in un paio di settimane.
Si sta bene teoricamente perchè si ozia molto, non c'è bisogno di dover fermarsi cinque minuti per ricordarti chi sei, da dove vieni e dove vuoi andare. Basta andare avanti e tutto scorre, male o tutto sommato discretamente nel migliore dei casi, insomma "si tira avanti".

Allora cosa benedico in questo periodo? 

Benedico Lui che nonostante tutto mi ama e sa accettare i miei momenti, non è la vita triste o buia sono io che mi affosso in questa oscurità e "normalità", è Lui che mi governa e lo fa con eleganza senza chiedermi "chissà cosa", con amore mi continua a dire "C'è dell'altro , e tu lo sai!".
C'è dell'altro,  e soprattutto sono io che devo "risvegliarlo", c'è lo sguardo di chi ti ama, di chi ti stima per quello che può. C'è lo sguardo di chi non si fida di te, che è comunque Benedetto perchè ti dà la possibilità di farti conoscere per ciò che sei, ci sono un milione di motivi per Benedire, anche nel "buio" più assoluto.

Benedico la Vita che non è sempre la stessa, forse si assomiglia ma cambia e lo fa grazie anche al mio risveglio, al mio camminare , al mio vivere. Sono io che cambio la mia giornata e non lei che cambia me. 
Benedico chi mi sprona a fare meglio e chi mi chiede "Cosa c'è da fare?", perchè ci sarà una luce anche qui.

Benedico la volta che ho detto "Sì" perchè anche oggi ho potuto capire cosa poter benedire!

lunedì 12 febbraio 2018

MA HA FATTO ANCHE COSE BUONE...

Nessuno nella mia vita ha influenzato il mio pensiero politico, perlomeno ho sempre cercato di ricavare quello che di buono mi veniva insegnato in base alle mie idee e soprattutto al mio Credo. 
Oggi mi sento un po' "spaventato" dall'ondata di razzismo che imperversa nel nostro paese, e purtroppo non solo nel nostro. "Historia magistra vitae" mi dicevano, ma forse per qualcuno non lo è stata, anzi con fare arrogante qualcuno si imbatte in lezioni di storia che ai tempi delle scuole nemmeno tentava di ascoltare.
Credono di conoscere ogni parte della storia e se a loro è chiesto di raccontare come si è installato il fascismo al governo probabilmente diranno che è stato votato con la maggioranza, sono i primi che contestano però Napolitano se , come da Legge, indice un governo. 
Lungi da me l'idea di difendere l'ex Presidente della Repubblica, quello che voglio insinuare è lo stato di ignoranza in cui siamo arrivati, dove ognuno attraverso tutti mezzi vuole insegnare qualcosa a qualcun altro senza avere i requisiti.
"Ma lui ha fatto anche cose buone". Mai frase è stata più usata in questi ultimi anni, ma cosa vuol dire ? 
Anche il più grande assassino di questo mondo avrà fatto un qualcosa di buono nella sua vita, quindi cosa dovrei fare? Inneggiarlo?
Personalmente voglio distaccarmi dai valori di chi ha ucciso e massacrato anche i fascisti, ma allo stesso tempo non potrò mai essere d'accordo con quei valori che non sono per nessun motivo parte dei miei.
Io invoco l'accoglienza, quella vera però, quella fatta di incontri e di educazione insegnata. Ognuno di noi dovrebbe avere il diritto di insegnare a chi viene nella nostra terra i comportamenti da tenere e le Leggi del nostro Stato. Invece? Invece sbraitiamo e non ci sporchiamo nemmeno le mani , la verità è che se li uccidessero tutti, molti di noi si sentirebbero meglio .
Non è con l'odio e con la rabbia che si risolvono i problemi. Negli anni quaranta l'ormai noto "Ha fatto anche cose buone..." ci portò alla guerra con il "bellissimo" spot sulla forza e la violenza, e forse qualcuno di voi dimentica (anche se da quanto capisco avete studiato storia) le violenze in Etiopia,Somalia ed Eritrea fatte da lui che ha fatto cose buone.

Preferisco gente montata che ama stare al centro dell'attenzione alla gente che incita alla rabbia e alla violenza.
Io non so cosa accadrà il 4 Marzo, ma di una cosa sono sicuro, farò di tutto perchè i miei valori non vengano a mancare e sarò sereno nel manifestarlo.
Invece voi che andrete a votare con la rabbia, con l'idea di un paese più bello senza gli estranei e di giustizia dal vostro divano di casa non dovreste neanche aprire "bocca" se qualcosa dovesse andare male. Invece sapete cosa farò? Vi lascerò parlare e lamentarvi e probabilmente difenderò le vostre lamentele... Però vi prego pensateci bene e assecondate la rabbia.

martedì 2 gennaio 2018

NOSTALGIA CANAGLIA


All'inizio di un nuovo anno si è sempre alle prese con i "buoni" propositi, o per meglio dire con propositi e basta, una spinta verso un futuro che alle volte ci spaventa perchè non lo conosciamo, quindi cerchiamo o di darci coraggio verso nuove avventure o di esorcizzarle chiudendo gli occhi.A me è capitato spesso di "chiedere" all'anno nuovo di essere simile a un periodo della mia vita che mi ha dato serenità e felicità . In tante occasioni , carico di aspettative, sono rimasto deluso.Sono un nostalgico e chi segue questo blog lo sa bene, penso e ripenso a momenti della mia vita che sono stati belli e importanti per me, sperando di poterli ritrovare nel cammino che sto vivendo.Ecco che di fronte alle aspettative tante cose diventano deludenti, un anno nasconde sempre momenti difficili, ma la differenza sta in come li si affronta e soprattutto in come quel momento particolare ci trova.No, non posso continuare a pensare ai tempi passati sperando che si ripropongano oggi, è impossibile, devo piuttosto avere la saggezza di capire che ogni anno è fondamentale e vitale, e se penso che non lo è come "quella volta" lo sto già violentando, sto togliendo a quella giornata, a quell'istante e anche a quelle persone che sono lì in quel momento la loro bellezza.Tra le tentazioni la nostalgia non è blasonata, forse perchè non sembra così pericolosa e probabilmente non lo è, soprattutto quella sana, quella che ci fa tornare un attimo a momenti della vita per cui ringraziamo di esserci stati. Ma a lungo andare quella malinconia diventa pestifera, non ci fa più vedere il chiaro che c'è in ogni giornata. Pensare a quanto bello è stato il passato non è un aiuto a vivere meglio il presente, anzi.



" “Di questi tempi” oppure “al giorno d’oggi” sono espressioni che precedono sempre qualcosa di negativo, sia che si parli dei giovani come della politica, della famiglia, del lavoro e così via (la moda d’oggi, le canzoni di oggi). Si rimpiangono i “bei tempi”, che sono sempre quelli “di una volta”, mai del presente, con tutto il corollario di nostalgia per tempi felici, paradisiaci, che non torneranno più, come la moda di una volta, le canzoni di una volta, la gioventù e persino la vecchiaia, che non è più quella che era, perché in passato i vecchi, ovviamente quelli “di una volta”, erano modelli di saggezza e di sapienza.
Se però si va a ritroso nel tempo, alla ricerca di quando, in che epoca, i tempi erano stati buoni, positivi, si vede, sorprendentemente, che da sempre gli uomini hanno vissuto con disagio il presente (“non si va più avanti”), hanno avuto paura del futuro (“dove andremo a finire”) e hanno guardato con nostalgia al passato (“eh, una volta sì che…”). Così si corre il rischio di trascorrere la propria vita senza scorgere il bello che invece c’è e che solo le generazioni successive scopriranno con rimpianto." 
Alberto Maggi, "Nuovo anno" www.illibraio.it 
Allora cosa poter augurarsi da un nuovo anno? Sicuramente di crescere nella capacità di ascoltare e di guardare chi e cosa c'è al nostro fianco senza "crogiolarsi" in rimpianti e paure. Avere la capacità di abbandonarsi un pochino a quell'istante che stiamo vivendo, anche se ci sembra monotono e scontato. Non è semplice ed è comprensibile ma è sicuramente importante per avere piacere di ciò che stiamo vivendo. 
E infine provare a non pensare solo alle nostre emozioni ma anche prenderci cura del piacere di chi ci sta vicino.
BUON 2018