Visualizzazioni totali

lunedì 4 gennaio 2021

L'ANNO CHE VERRA', GLI INGANNI DI UN NUMERO

 

Quanti desideri porta con sè un nuovo anno, e quanti programmi. 

A Capodanno ci ritroviamo tutti aggrappati ad un numero. Il sottoscritto ad esempio aveva un'aspettativa inestimabile nei confronti del 2020; d'altronde mi sono sempre piaciuti gli anni "pieni"e pari. Ero talmente fiducioso che ho deciso di sposarmi.

Poi d'un tratto una pandemia. Roba da libri di Storia. Chi mai avrebbe pensato che un giorno avremmo affrontato una pandemia? Eppure non era una cosa così improbabile, ma per noi facenti parte della società del benessere lo era.

Ed ora dopo un anno di sofferenze e difficoltà rischiamo di ricadere nello stesso errore. No, non tanto in una nuova pandemia che probabilmente vinceremo, ma rischiamo di dare aspettative ad un banale numero.

2021 è un numero, dicembre e gennaio sono dei mesi ... C'è una continuità in tutto ciò che avviene, non ci sono capitoli nella vita, quelli li creiamo noi. L'anno nuovo è sicuramente utile per avere una motivazione a rialzarsi dalle cadute, per programmare qualcosa, ma non basta. Serve qualcosa in più: Noi.

Ogni anno supplichiamo il cielo che avvenga qualcosa di diverso nelle nostre vite: di innamorarci, di cambiare una persona, di viaggiare di più, di cambiare lavoro , e così via... Ma ciò che manca è sempre quello, manchiamo noi.

Sui social condividiamo testimonianze di cambiamento sperando che qualcuno le possa leggere. Ma stiamo portando avanti quella testimonianza o la stiamo solo condividendo? 

È poco utile condividere qualcosa sul cambiamento climatico (ad esempio) se poi non produco una piccola cosa su questo cambiamento. Insomma, la chiave è sempre quella: perchè tutto si trasformi siamo noi a dover cambiare.

Per essere felici non serve aspettarsi qualcosa dall'anno nuovo, dobbiamo essere felici noi.

C'era un allenatore di calcio che biasimava i suoi giocatori e tra sè e sè pensava «Non ci sono più i giocatori di una volta, oggi pensano tutti al telefonino, si credono di essere già dei campioni. Ah, se avessi dei giocatori come quelli di una volta». L'allenamento seguente entrò nello spogliatoio e magicamente si ritrovò giocatori di dieci anni prima. Questi non avevano i telefonini ma amavano ascoltare musica a tutto volume. Tra sè e sè pensò «Oh, come minimo dovrei tornare indietro di altri dieci anni, questi ascoltano musica ad alto volume e non sentono neanche quello che dico». Così la giornata seguente si trovò ancora magicamente in uno spogliatoio degli anni '90, quello che tanto sognava. I giocatori erano in silenzio, erano senza cellulare, non c'era musica. «Oh, finalmente» pensò l'allenatore, «Ora è tutto perfetto. Con questi non avrò problemi». Prese la parola e disse «Bene ragazzi, ora cominciamo l'allenamento di due ore». Il capitano si alzò e disse «Certo mister, però ci prometti che ci fai andare a casa mezz'ora prima. E noi siamo abituati ad andare in discoteca prima della partita, non vogliamo storie». Il mister improvvisamente si svegliò, capì di essere in preda ad un sogno. Con il tempo comprese che i giocatori che aveva andavano bene, era lui che doveva creare qualcosa di nuovo.

Spesso facciamo l'errore di pensare che un anno sia stato meglio di un altro, che esiste un periodo in cui tutto era migliore. Questo però è tutto un inganno per la mente, la verità è che l'unico cambiamento siamo noi... Gli anni sono solo un numero. Buon 2021!



«Io mi sto preparando, è questa la novità»