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martedì 26 luglio 2016

CE LA FAREMO...

E' un susseguirsi di notizie,  di situazioni paradossali ed inaspettate. Ormai il quotidiano è afflitto da bombardamenti inconsistenti e uccisioni barbare, e per non farci mancare nulla anche il lutto dietro casa, che ci sconquassa e ci distrugge.
Mi sveglio e penso : "Oggi dove andremo ?". "Quando finirà?" , e soprattutto "Finirà?".
Domande tentatrici , domande che ipnotizzano e mettono a repentaglio la nostra vita interiore. Paura e angoscia, un mix quasi letale.
"Cosa fare ?" domanda pertinente che chiede silenzio e attenzione, chiede fiducia. Non è facile avere fiducia perchè se guardiamo a quello che accade è meglio dimenticarla e arrendersi.
No, non posso farlo, qui e ora devo affidarmi e avere più fiducia che mai. Sapevamo da tempo che sarebbe stato imminente un momento del genere.
Papa Francesco non lo nascose lo scorso anno quando disse "E' la terza guerra mondiale, la si combatte a macchie, ma c'è!" e allora che fare? Nascondersi ? Non ha senso!
Dobbiamo pregare insieme: musulmani, cristiani , ebrei , buddisti, induisti...tutto il mondo. Pregare per un mondo di condivisione, di integrazione e di pace.
Sono sicuro che ce la faremo, e sono altrettanto sicuro che sarà memorabile vedere questo momento di pace. Sono pazzo ? Sono un utopista? Forse, si...ma il mio ideale mi dice che sarà così. 
"Cielo e terra passeranno, ma le mie parole non passeranno", le cose del mondo possono anche passare, impaurire e metterci a disagio. Ma non uccideranno la nostra speranza, la nostra gioia.
L'amore e la pace ce la faranno. Stiamo uniti, nella pace, nella preghiera , nel pensiero reciproco.
Fratelli cristiani, musulmani , ebrei , uniti verso la pace! CE LA FAREMO...

lunedì 11 luglio 2016

MAGARI TOCCASSIMO IL FONDO

Ho solo 28 anni e non ho molta esperienza per poter dire quante volte nella storia si sia toccato il cosidetto "fondo" , non so nemmeno se si sia toccato onestamente ma mi sembra che la storia parli chiaro.
In questi giorni mi sento un po' infastidito dalle tante violenze che si odono in giro, tanti tipi di violenza non semplicemente quella di sangue e della guerra anche quella delle parole. Mi sembra che tutto sia una lotta senza fine, una battaglia a difendere il proprio "orticello" che il più delle volte si rivela inesistente, quasi sempre un modo per primeggiare.
Non si può negare il fatto che un conflitto a macchie, come diceva Papa Francesco , sia attivo e ciò che preoccupa maggiormente è che il nostro piccolo lo sta sentendo sempre di più.
Ultimo , ma non ultimo, il sindaco della mia città, un giorno fa ha voluto ribadire in un'intervista come  sposare due persone dello stesso sesso sia paragonabile a sposare una persona e un cavallo. Certo ho immaginato subito che non fosse sua volontà descrivere la situazione come paragonare un omosessuale a un cavallo, che comunque è un gran animale e oltrettutto intelligente ed elegante , ma credo che un primo cittadino abbia la possibilità di esprimere le proprie idee in maniera molto più civile e rispettosa. Mi hanno insegnato che per quanto io mi trovi in disaccordo con qualcuno non posso mescolarlo con il giudizio della persona in sè. Invece questo accade sempre più, non solo per il sindaco ma anche per tutti quelli che appoggiano un'idea, mischiano l'idea con le persone e alla fine a rimetterci sono sempre le persone.
Prendiamo il caso di Emanuel, il ragazzo nigeriano ucciso a Fermo, spopola nel web negli ultimi giorni il fatto che sia stata la coppia a iniziare la violenza, come se fosse una buona giustificazione il fatto che sia stato ucciso. In sostanza l'ultrà ha ucciso Emanuel , ma è stato il nigeriano ad aggredirlo per primo. Anche fosse accaduto realmente così non immagino lo abbiano fatto in maniera spontanea e senza un perchè, e soprattutto sfido chiunque stia leggendo a non aver mai risposto in maniera aggressiva (verbale o meno) ad un'offesa. 
Poi tornando sempre più a ritroso, il dramma dei nostri connazionali in Bangladesh, è vero, non è stata fatto biasimo come per altri morti, ma è anche vero che usare le morti italiane per contestare il fatto che vengano menzionate troppo le morti straniere è alquanto ridicolo, soprattutto irrispettoso per i nostri cari connazionali. Usare una morte per contrastare altri morti, che senso ha ?
Mi sembra stiano saltando tutti gli allacciamenti tra il cervello , le mani e la bocca. Invece di mediare, di fare qualcosa per spegnere i focolai di guerriglia , noi arriviamo e proviamo a spegnerli con la benzina.
Il mondo in questo momento non credo abbia bisogno di ulteriori lotte, ha bisogno di gente che va controccorrente a questa società, c'è bisogno del silenzio e della calma , soltanto così possiamo arrivare a comprendere se è più giusta una cosa oppure l'altra.
Invece di passare il tempo a lottare per i nostri interessi dovremmo imparare ad ascoltare, questo è il primo passo per essere Preghiera.



Dal film "La fine è il mio inizio"(2011)
sulla vita di Tiziano Terzani