Visualizzazioni totali

martedì 13 agosto 2019

«V*******LO ALLA DEBOLEZZA»



Oggi l'uomo "cattivo" piace, abbiamo sofferto talmente tanto che la reazione più istintiva che ci viene da mettere in pratica è la rabbia e quindi seguiamo lui.
Ci arrabbiamo con tutti: familiari, vicini di casa, extracomunitari, politici ecc...
Non sono esente da questo sentimento, ogni tanto sento come se avessi bisogno di scagliarmi contro qualcuno che non mi rispetta, o più semplicemente ragiona senza pensare e senza mettere in discussione ciò che sta dicendo.
Però è la cosa sbagliata. Posso arrabbiarmi, posso litigare ma non posso pensare di aver voglia di "prendere a pugni" qualcuno, non mi aiuterebbe a vivere meglio, anzi.

Penso che l'uomo "cattivo", d'istinto che urla parole contro l'altro piaccia perchè speriamo possa prendere le nostre difese. C'è qualcuno che per anni si è sentito abbandonato da alcuni familiari, non riesce a manifestare il suo dissenso, appoggia l'uomo "cattivo" perchè attraverso di lui può fare uno sgarbo a questi.  C'è qualcuno che negli anni ha vissuto da "incapace" o lo hanno fatto sentire tale, appoggio l'uomo "cattivo" perchè con lui può sentirsi più compreso.
Ha subito un grave torto, ha perso una persona cara, gli hanno rubato in casa... appoggia il grande uomo "cattivo" perchè lo aiuterà a vivere contro queste ingiustizie.

L'uomo "cattivo" non è una persona specifica, esiste in molti ambiti della nostra vita quotidiana. Si professa difensore delle nostra persona, spesso cattolico, va a Messa ergo crede nel Vangelo... ma spera nella sofferenza delle persone, perchè in fin dei conti la sofferenza dell'altro ci fa sentire meglio. Oppure non si professa cattolico, bestemmia ma difende i valori cristiani, non per professione ma perchè è cultura.

Bè la verità è che la cattiveria ci fa godere un attimo, un millisecondo e nulla più.  La verità è che tutti noi arrabbiati vogliamo nascondere le nostre debolezze, e quando sono evidenti l'unico modo per farlo è incazzarci con qualcuno, aspettare che sia lui a notarci e ad accettarci sennò gli diamo "merda" contro.

Ma la VERITA' è che l'unico modo per vivere ed essere felici è scoprirsi FRAGILI e VULNERABILI...perchè tutti siamo così, anche l'uomo "cattivo" lo è... 


«...Allora, Gesù è Colui che viene a dire a ciascuno di noi «ti amo!» e «sei importante per me»; ma non viene sulle ali della potenza e neppure della gloria. Gesù è Colui che si è svuotato, è Colui che non ha conservato la propria condizione divina che lo rendeva uguale a Dio; ma si è svuotato, è divenuto piccolo, è divenuto un bambino, un uomo crocifisso, rifiutato; è divenuto povero.
...Come Dio è Amore. Gesù è Amore. Gesù si è inginocchiato davanti ai suoi discepoli, ha lavato i piedi ai suoi discepoli dicendo: «occorre che vi dia un esempio: perché voi facciate quello che io faccio». Dunque, io credo che il mondo attende un salvatore piccolo e umile che venga per dare l'amore....» Jean Vanier  



mercoledì 20 marzo 2019

I 5 SENSI... DI COLPA



Quando ero piccolo c'era una bambina che mi piaceva, era mia compagna di classe e sapevo che un po' piacevo pure a lei. Non del tutto perchè a lei interessava anche un altro compagno di classe, per questo ogni volta che la vedevo dare più attenzioni a lui aspettavo che girasse lo sguardo verso di me, la fissavo un secondo negli occhi e poi torcevo il collo con stizza verso un altro punto. Volevo farla stare male, volevo farla sentire in colpa per non avermi calcolato...

Oggi viviamo di tantissimi sensi di colpa, sono talmente il nostro "pane quotidiano" che non ci accorgiamo nemmeno che è diventata una costante nelle nostre giornate.
No, non ci accorgiamo eppure sono spesso la causa di situazioni difficili e di emozioni negative all'ordine del giorno.

Ho voluto dedicare questo spazio a 5 sensi di colpa attivi e passivi, che invadono come zanzare in piena estate le nostre giornate...

1- Passivo- DIRE DI "NO" AD UN AMICO

Il primo storico senso di colpa è quello di deludere un amico. La nostra paura è perdere la stima di quella persona, teniamo più alla nostra reputazione che alla nostra libertà. Un po' di fegato rovinato ma il nostro giudizio positivo è salvo.
Ammettere il proprio pensiero ad un amico non è deludente, e non è nemmeno cattivo nei suoi confronti, anzi mostra il rapporto per quello che è.

2 -Attivo- DARE AGLI ALTRI LA RESPONSABILITA' DEI NOSTRI ERRORI

Quando siamo in mezzo alla gente ci è difficile mostrarci per quello che siamo, è sempre meglio sentirisi sufficientemente pronti e preparati piuttosto che mostrare le nostre defaillance. Non è colpa nostra se siamo "così", ci sono altri responsabili nelle nostre disgrazie. Mors tua vita mea.
La persona matura è colei che non ha paura di ammettere i propri errori, i propri passi falsi. A determinare il nostro vero essere è la consapevolezza delle nostre responsabilità quotidiane, non sono colpe.

3 -Passivo- «SONO UN BUONO A NULLA»

Nei momenti di estrema difficoltà ci arrendiamo: «Se il mondo va male è colpa mia». Forse è il senso di colpa peggiore, quello che rovina il nostro essere e lo avvelena.
Non esiste persona indegna di vivere, ci possono essere persone "ferme" nel cammino ma non immeritevoli della vita. Ognuno di noi sbaglia, e sbaglierà fino all'ultimo giorno, la perfezione non è di questo mondo, e tu sei degno di tutto quello che ti criconda.

4 -Attivo- IL GIUDIZIO A PRIORI

Già, pure questo è un senso di colpa. Si dà un po' la "mano" con il numero 2 ma nel suo intimo va verso il 3. Quante volte ci capita di criticare una persona per tutto quello che fa, soprattutto se non si comporta secondo le nostre aspettative. Abbiamo aspettative su tutti, e vorremmo rispondessero alle nostre. «Quello se la tira troppo», «Marco torna a casa sempre tardi la sera», «Luigi è sempre in giro perchè non pensa alla famiglia».
Giudicare gli altri è un modo per pulirci dalle nostre fragilità che in realtà non siamo in grado di sistemare. Parlare di un'altra persona ci aiuta a distrarci dalle nostre ferite.
Non è bello, è meglio guardarci un po' alla volta dentro e comprendere di più i nostri amici. Se fanno qualcosa è perchè qualcosa gli manca.

5 -Attivo/Passivo- CHIEDERE SEMPRE SCUSA

Chiedere scusa è un gesto nobile, aiuta a responsabilizzarci di qualcosa che abbiamo commesso e di cui avremmo potuto fare a meno.
Ma non è questa la "scusa" di cui parlo, bensì di quella che usiamo per "allontanare" tutti i sensi di colpa possibili.
Succede quando dopo aver trattenuto per molto tempo un giudizio su qualcuno lo esprimiamo, oppure quando l'altro se la prende vistosamente per qualcosa senza motivo. Noi siamo lì, magari non abbiamo sbagliato niente... ma chiediamo "scusa". Lo facciamo per calmare le cose, per non perdere l'amico, per essere "politicaly correct" ma non ci accorgiamo che non miglioriamo la situazione, anzi la cosa si cristallizza.
È ATTIVO perchè facciamo sentire l'altro un po' in colpa per come è, mentre è PASSIVO perchè i sensi di colpa dentro di noi aumentano considerevolmente.


 «Il modo di pensare più comune è quello dell'ego, che fondamentalmente percepisce un mondo di separazione, colpa, paura, attacco e rapporti malati. Il punto di vista opposto è quello dell'amore, la cui caratteristica di base consiste nel percepire un mondo di unità, di amore incondizionato, di pace, di felicità, nel quale le relazioni sono sanate: è un mondo costruito sull'amore di Dio, in cui le percezioni sono guidate dal perdono» Gerard Jampolsky- Addio sensi di colpa


martedì 8 gennaio 2019

TORNARE BAMBINI

C'è un bambino in ognuno di noi, un bambino che in determinati momenti della sua vita non ha avuto la "risposta" corretta.
Quella "risposta" o quelle "risposte" rimangono per tutta la vita invariate, il bambino cresce, fa scelte e si forma ma nonostante ciò gli enigmi non si sono risolti.
Il problema è in ognuno di noi e spesso sfocia in rabbia, pianto, tristezza e quelle persone che avrebbero dovuto darci la "risposta" non ce la daranno mai.

Ho bisogno di vincere, non tanto perchè non sono capace di perdere, ma almeno perchè io possa essere riconosciuto da qualcuno, e quel "qualcuno" possa capire che ho un valore.

Il bambino che è in noi non se ne va (per fortuna mi verrebbe da dire) , ha semplicemente bisogno di essere accolto e di essere amato e non è certo così semplice. Ognuno di noi ha un bambino che parla dentro e ci dice che c'è qualcosa di irrisolto nella nostra vita.

Qualche giorno fa su facebook mi sono imbattuto in un video condiviso probabilmente con l'idea di fare ironia, protagonista una befana che voleva spaventare due bimbi al buio e questi  non sapevano cosa fare se non abbandonarsi ad un pianto straziante. Questo video mi ha rattristato tantissimo, l'idea che gli adulti pensino di crescere i figli spaventandoli con un'ironia incompresa è assolutamente da opprimere.
Mi sono rattristato anche perchè guardando quel pianto sono tornato al mio pianto, a quando ero piccolo e mi veniva chiesto di "essere grande" di fronte alle sfide che la vita mi metteva davanti per la prima volta.



"Se dai dell'asino a un bambino non potrà certo crescere cavallo"

Quella "risposta" di cui parlavo all'inizio non è detto la troveremo nella vita ma possiamo sempre guardare quel bambino con un sorriso di speranza e amore, non possiamo certo scappare da lui, forse possiamo farlo tacere ma non se ne andrà. AMIAMOLO "Sei stato bravo, nonostante tutto hai fatto grandi cose"


La piccola Mary era in spiaggia con la mamma. «Mamma, posso giocare con la sabbia?» «No, tesoro, ti sporchi i vestiti». «Posso entrare con i piedi nell'acqua?» «No, se ti bagni ti viene il raffreddore». «Posso andare a giocare con gli altri bambini?» «No, poi ti perdi». «Mamma, mi compri il gelato?» «No, ti fa venire il mal di gola». La piccola Mary scoppiò a piangere. La madre si rivolse a una signora lì presente e le disse: «Per amor di Dio! Ha mai visto una bambina più nevrotica?»