Cerchiamo sempre la felicità in qualcosa di forte che ci spiazzi, qualcosa che ci prenda e ci scuota. Ci sono situazioni in cui può anche essere così, ce ne sono altre invece e sono di più dove per sentire la felicità bisogna fermarsi e restare.
Restare e fermarsi è molto difficile, ci spaventa un po' o forse ci spaventa da terrorizzarci perchè non abbiamo idea di quello che può accadere.
Quando ci troviamo di fronte ad una scelta per esempio siamo terrorizzati perchè entriamo in una situazione che non sappiamo come andrà, e molto spesso trasformiamo queste paure in risposte. Ho paura=Non è quello che devo fare.
Però non è così , la paura non deve farci perdere il "segno" di dove siamo arrivati, è la tentazione che abbiamo tutti, compreso il sottoscritto, che ci dice che da un'altra parte avremo sicuramente la felicità, ed è un'immagine talmente reale che ci porta a scappare e a rifugiarci da quell'altra parte.
Appena cambiamo strada scopriamo che nulla è cambiato e addirittura può capitare di perdersi ulteriormente.
Elia per sentire il Signore si ferma , passa un vento fortissimo, qualcosa che scuote , ma non era lì. Arriva un fuoco pieno di calore forse addirittura accogliente ma non era lì, poi arriva la brezza leggera ,qualcosa che ci coccola e ci rasserena e lui è lì.
Aldilà dei fenomeni atmosferici è quello che capita ad ognuno di noi, per cercare la felicità andiamo alla ricerca di tutto, Padre Gaetano Piccolo scrive così: "La felicità nel nostro tempo sembra quasi un atteggiamento compulsivo con il quale continuiamo a riempirci lo stomaco senza esserne mai sazi".
Non siamo sazi, pensiamo che sia una meta da raggiungere , da conquistare, da trovare e invece dobbiamo semplicemente fermarci ad ascoltare, non è facile, serve perseveranza e soprattutto fiducia.
La felicità è per tutti e di tutti, nessuno escluso.