Amore ha sempre
avuto sfaccettature di dolcezza, intimità, passione e gioia libera
nel nostro contesto societario, ma la verità a volte è un'altra ,
amore ha a che fare con qualcuno che ci scomoda, che dobbiamo
accogliere e rispettare.
Film, canzoni ,
immagini invece ci hanno abituato a vedere l'amore come qualcosa di
individuale, qualcosa che è solo per noi e che ci fa contenti.
L'amore invece è
qualcosa di spinoso e complesso per l'individuo, mette in relazione
me con qualcuno o qualcosa che non è per molti versi come me.
In una coppia appena
l'amore chiede spazio arrivano le prime difficoltà, ognuno mette in
campo le proprie debolezze e le proprie preferenze, e l'esercizio che
bisognerebbe fare è quello di comprendere e accogliere queste
preferenze o debolezze.
Oggi per i giovani
amare è una cosa un pochino sconosciuta perché la voglia di
“scappare” da qualcosa o da qualcuno che ci può opprimere è
dietro l'angolo. Allo stesso tempo però “amare” è una cosa che
ci attrae , che ci spinge nella vita anche se quando arriva ci
“chiede il conto”.
La prima volta che
mi sono trovato di fronte ad una persona che mi amava e che avrei
dovuto amare sono stato colto dall'ansia. “Oddio, non sarò
libero!” , “Non potrò più vivere come piace a me”.
L'altro ci
scombussola, ci chiede di essere ascoltato, di essere accolto.
Questo non vale solo
per le coppie , vale per tutte quelle persone che hanno scelto nella
vita di seguire la legge dell'AMORE.
I Sacerdoti o chi ha scelto una vita religiosa ,ad
esempio, non hanno una relazione di coppia ma hanno scelto di
lasciarsi sconvolgere e coinvolgere dalla vita degli altri e non
sempre per loro è facile coglierlo, perlomeno non per tutti.
Gaetano Piccolo
scrive : “Le coppie hanno la fortuna di doversi allenare tutti i
giorni ad amare”, insomma
amare non è una cosa semplice richiede molte cose, soprattutto
abbandono e fiducia.
Nell'amare
c'è il lasciarsi amare , è tutto lì , confidando nel fatto che
nulla sarà dimenticato di me e che anche io devo amarmi, ascoltarmi
e capire di cosa ho bisogno.
Amare
comprende il non giudizio, la completa sospensione del giudicare
l'altro.
Visto solo in questa ottica l'amore sembra essere qualcosa di cinico e faticoso, effettivamente lo è, ma non perchè è la sua reale conformazione , semplicemente per i nostri limiti. Siamo noi che lo facciamo diventare così.
Anche nell'amicizia accade questo, quando l'altro non risponde ai miei "comandi", a ciò che cerco da lui, non riesco più ad amarlo. "Io ti amo nel momento in cui rispondi alle mie richieste", la nostra mente pone sempre questo limite.
"Io ho una passione, tu ne hai un'altra, non possiamo condividere".
Da amico, da fidanzato e da confidente mi trovo spesso di fronte a questi limiti, miei e di chi mi sta attorno. L'amore sembra travestito da qualcosa di spiacevole, o almeno la nostra mente lo traveste da qualcosa di negativo, pesante e tormentato.
Rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire. Jim Morrison.
Quello che accade è proprio questo, improvvisamente l'amore ci fa paura. La mia vita non è più controllata da me, non sono io che guido ma è qualcosa che non so dove andrà.
Chiudo con questa storiella che ho letto un po' di tempo fa e la dice lunga su cosa dovremmo fare per imparare ad amare:
"L'aereo continuava a tremare , le turbolenze erano talmente tante che la gente cominciava a stare male. Gente che pregava, alcuni completamente in panico. Ad un certo punto scorgo un bambino seduto da solo , sereno e inconsapevole, gli chiedo - Bambino ma non hai paura?- e lui - No, perchè dovrei ? Mio papà è il pilota-".