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venerdì 24 giugno 2016

BREXIT O NON BREXIT, TU COS'HAI SCELTO !?!

Devo dire la verità, non sono la persona adatta per commentare quello che è accaduto nel Regno Unito, e tantomeno lo farò, spazzando via tutte possibilità di un commento da “bar sport”, però è anche vero che quello che sta accadendo nelle menti umane in questo periodo è preoccupante.
Il terrorismo, la crisi economica, le banche e ora la Gran Bretagna che esce dall'UE sono piccole avvisaglie di un mondo che sta cambiando, in meglio ? In peggio? Questo a chi spetta dirlo?
Qualcuno a queste domande potrebbe rispondere “vedremo” oppure una delle due scelte tra meglio o peggio. C'è la banda del pessimismo che ricorda come questi segnali siano simili agli anni '30 dove ci si imbattè a poco a poco nella seconda guerra mondiale , e chi invece considera tutto ciò come un nuovo miglioramento senza badare agli altri, ma solo guardando i propri interessi.

Chiuso questo preambolo un po' antipatico penso a me, penso a me da seguace di Cristo, e detta in questa maniera sembra una frase bigotta, ma è la scelta che ho fatto e ogni giorno dovrei ricordare.
Non penso solo a me, penso agli altri seguaci del Vangelo: ai preti , ai laici , ai gruppi cattolici e ai movimenti , alle parrochie e alle comunità tutte. Vorrei parlare a tutte quelle persone che in questo momento fanno parte di tali realtà perchè darei per assodato che se sono lì hanno fatto la scelta di Cristo.
Scegliere Cristo è qualcosa di molto articolato e finito, non c'è nulla di più concreto del Vangelo. Sporcarsi le mani per un mondo di pace, vivere affinchè la mia testimonianza passi attraverso la quotidianità.
Mi sofferemerei su quel “sporcarsi le mani” perchè molti lo fanno , ma lo fanno solo nei propri interessi personali. Quanti preti ho visto litigare tra di loro, parlarsi alle spalle. Quante persone di comunità cattoliche ho potuto cogliere divise, quanti laici si fanno dispetti e si schierano politicamente più che evangelicamente. Io incluso.
Una domanda mi sorge spontanea “Ma se non siamo noi che abbiamo scelto la pace, che vogliamo la felicità e la vera vita, chi cambierà il mondo ?”.
Non posso mettere tutte le energie nell'accoglienza immigrati e poi faticare a salutare e a condividere con una persona che mi sta apparentemente antipatica. Non posso dichiararmi cattolico, leggere in chiesa alla domenica e poi chiedere che l'immigrato se ne torni a casa sua.
Certo , qualcuno penserà, abbiamo dei limiti e per fortuna che è così, ma non possiamo continuamente giustificarli, quella è una tentazione.
Oggi più che mai dobbiamo comprendere e ascoltare quel limite, non giustificarlo continuamente. Dobbiamo essere noi a prendere in mano questo mondo e portarlo nella direzione corretta. No, non è una provocazione, è la realtà! Dobbiamo ricordarci di cosa facciamo parte, cosa professiamo e decidere una volta per tutte se si vuole fare veramente quello che in teoria si è scelto.

Vogliamo unire le nostre realtà per un mondo migliore? Vogliamo sorpassare quel limite che molte volte ci tiene al “calduccio” , o all' “ombra” visto il periodo, e non ci fa andare dove abbiamo scelto?
Io me lo auguro , perchè noi siamo i primi responsabili , noi dobbiamo ricordarci di quel Contatto che ci tiene in Vita, nella Vita vera e in questo modo poterlo comunicare anche agli altri nella condivisone onesta che il mondo ci chiede.



"Se Dio vuole" 2015 di Edoardo Falcone







sabato 4 giugno 2016

" MANGIA ANCHE SE NON SENTI LA FAME "

Era l'estate del 2005 avevo 17 anni e mi entrò per la prima volta una tristezza apparentemente senza causa nella mia vita. Mi sentii inerme, incapace , spaventato e angosciato. In quel momento sembraò che qualcosa nella vita non funzionasse e che non avrebbe mai funzionato.
Erano giorni in cui ero irascibile , avevo paura fortemente del giudizio degli altri e soprattutto mi lasciavo scalfire da questa "stanchezza" interiore.
In quei giorni il primo che si accorse delle mie difficoltà fu mio padre, persona di cui ho avuto sempre una grandissima stima, per il suo sano cinismo, per il suo "andare oltre" , per le sue reazioni a momenti un po' bui. Io credevo  che non avrei mai potuto avere la sua stessa reattività, mi sentivo troppo emotivo.
Un giorno tornai a casa e , cosa più unica che rara, non avevo fame. Ero preoccupato perchè non mi era mai capitato, a tavola decisi di raccontare a mio papà di questa sensazione e lui mi rispose una cosa che mi porto dietro ancora oggi. "Mangia anche se non senti la fame", sembrò una frase banale, e lo può sembrare anche ora ma non è stato così. Quelle parole mi sbloccarono pian piano , mi aiutarono a capire quanto fosse fondamentale muovere quei "motori" che dentro di noi credevamo non potessero muoversi affatto.

E' stato lì che sono cresciuto un po', che per la prima volta ho capito che il capitano della vita sono io, non le mie emozioni seppur anche importanti.
Oggi mi capita ancora di ritrovarmi in un giorno di apatia e tristezza, fatico anche a non dimostrarlo, ma so cosa ho scelto, ricordo che ho scelto la vita e la fiducia verso Qualcuno più grande di me, ho scelto di "mangiare anche se non sento la fame".
Non è sempre facile , alle volte è semplice imbattersi in situazioni che ci colgono sprovvisti, ma il rinnovamento di quella scelta ci può  aiutare a rimembrare cosa penso, cosa voglio, cosa ho intenzione di vivere.

Purtroppo mi ritrovo a sentire di persone che si bloccano alle emozioni tristi o belle che provano in un momento della giornata mettendo a repentaglio anche le situazioni fondamentali della loro vita: famiglia, relazioni, lavoro, vocazioni.

L'emozione è continua , dobbiamo saper cogliere quella positiva, quella che ci cresce , da quella che ci arriva per stanchezza, per un trauma o per un ricordo. La prima va ben coltivata e osservata , mentre l'altra va assecondata anche se persiste per un po'.



Silvano Fausti "dove si trova la fiducia?" 


Mangia quando non senti la fame, non spazientirti e lasciarti vuoto se non trovi la motivazione, la vita comincia sempre da TE!