Ho parlato molto dei momenti che mi hanno fatto crescere, spesso ho menzionato quel "2011" che tanto mi aveva abbattutto e che tanto mi ha donato. In questi giorni però mi è tornato alla mente un paio di scarpe...
Già, proprio così, un paio di scarpe. Era fine Febbraio del 2006, ci apprestavamo a vivere una delle migliori estati a livello calcistico e in tv andavano in onda le Olimpiadi invernali di Torino e probabilmente anche il Festival di Sanremo.
Avevo da poco compiuto 18 anni, a scuola frequentavo la prima Liceo (3a superiore) dovevo soffrire per il fatto di aver perso un anno e per la poca voglia di studiare, pesavo circa 15-20 kg più di adesso e una settimana dopo sarei dovuto partire per Berlino.
Quel pomeriggio dopo pranzo, come ogni pomeriggio andai in camera a provare a studiare e poi una sensazione di vuoto allo stomaco, ma non un vuoto di cibo, un vuoto esistenziale... Le domande che a quell'età ti disturbano la mente, ti inquietano e a cui non trovi risposta.
A quell'età non trovare risposta è un bel problema, perchè affinchè tutto sia a "norma" deve esserci una risposta e quando non la si trova vuol dire che è tutto predestinato al fallimento...
Woody Allen "Hannah e le sue sorelle"
Non avevo messo in conto che sarei dovuto andare a prendere un paio di scarpe con mia mamma di lì a poco e la voglia di alzarmi dal letto per farlo era pari a zero. Pensare di dover andare in un posto con molta gente per trovare un paio di scarpe che mi andasse bene mi demoliva, avrei dovuto inventarmi qualcosa per rimanere a casa.
Per andare avanti fino a quel momento ho sempre avuto bisogno di consigli, e soltanto pochi erano quelli che consideravo, ricordo di aver sempre ammirato mio padre per la sua forza e costanza in ogni momento della vita e io pensavo che non sarei mai stato come lui, la natura consegna ad ognuno il suo modo di essere, di fare e quindi di reagire...
Però come Mickey in "Hannah e le sue sorelle" ad un certo punto mi sono detto «Fallito per fallito è meglio provare a muoversi e fare quello che non avrei voglia di fare, affrontare quello che non avrei voglia di affrontare».
Solo nel fare quel pensiero il vuoto si riempì di qualcosa, una sensazione di maturità che mi convinse ad andare.
Prima di partire per un viaggio importante avrai sempre la sensazione di non farcela, prima di iniziare un'esperienza importante avrai sempre il sentore che stai sbagliando, dopo aver fatto una scelta definitiva avrai sempre il terrore di esserti precluso la vita per sempre....
NON E' VERO ... VAI E FIDATI!
Dedicato ad ANNA e MARCO... Grazie!