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sabato 26 marzo 2016

LA PAURA... (BUONA PASQUA)

La paura è un sentimento che  attanaglia un po' tutti, anche quelle persone che sembrano restarne immuni e semplicemente stanno cercando di nasconderla.
C'è la "paura del silenzio", "la paura dell'abbandono", "la paura della morte", "la paura di fallire" , e mille altre paure.
Tutto è spesso dettato dalla nostra immagine rivolta al futuro, il presente non mette mai così paura come un'aspettativa del domani.

A me i giorni che avvicinano alla Pasqua hanno sempre portato un po' di angoscia, un'angoscia costruttiva ma comunque presente. 
Certo non è la stessa angoscia che ha provato Cristo sul Calvario, e non è nemmeno quello che provano i "nuovi" Gesù che oggi vivono l'angoscia di una guerra inutile, vivono l'esperienza di rischiare la vita lungo i nostri mari per una nuova, vivono la morte di un figlio o di una persona cara.
Ed è proprio lì, verso queste persone, che oggi meditando è andato il mio pensiero.
Ci affanniamo continuamente in pensieri che riguardano il "domani", il nostro lavoro, la nostra vocazione, il nostro amore... E invece queste persone mettono in discussione i propri sogni , le proprie vocazioni, per una guerra inutile o per una morte inaspettata.
Chissà cosa avrebbero voluto fare nel proprio paese, chissà cosa avrebbero voluto costruire o progettare. Invece sono costretti a cercare una vita "sconosciuta" , una gioia che sembra illusoria, senza speranza.

Quanto siamo egoisti noi, ci facciamo comandare da paure che ci rinchiudono in catene, che ci obbligano a scappare, che ci fanno evitare fatiche e ostacoli.

Per fortuna che anche per me, condizionato dalle paure, arriva la Pasqua. Arriva a dirmi "ti amo", "voglio che tu sia felice, già ora". Non importa dove abbiamo scelto di andare, non importa se abbiamo dubbi o ci sentiamo angosciati, tutto questo non importa.
"La vera vocazione è amare" diceva un Fratello Comboniano qualche anno fa.

Qui sotto un piccolo estratto di Silvano Fausti, gesuita morto nel 2015, che ci spiega dove sta la felicità e quindi l'assenza della paura.



L'amore e la fiducia, ecco cosa viene a consegnarci la Pasqua. Viene a dirci che dove siamo va benissimo, ma dobbiamo trasformarlo. 
Gesù non ha cambiato i discepoli, non li ha levati dall'essere pescatori o menti illustre, li ha trasformati.
Ogni scelta che facciamo la facciamo con il cuore, se l'abbiamo scelta qualcosa ce l'avrà indicata, poi comincia la paura , il dubbio... Ed è lì che dobbiamo trasformarci, e soltanto l'amore può farlo.

Gesù non è un eroe che si è lasciato inchiodare su una croce, ho sempre creduto che se avesse potuto evitarla non avrebbe rinunciato. Ma appunto non fa l'eroe, semplicemente trasforma quel tragico momento in Vita. 
La Pasqua appunto è Vita, e viene a dirci ovunque siamo "Sei Felice".


giovedì 10 marzo 2016

LA MIA "SINDROME DA FARISEO"

Erano giorni che pensavo a quanto purtroppo  mi ritrovo a giudicare le scelte di persone a me vicine, sicuramente lo faccio con un po' di amore , con un po' di speranza verso queste sperando possano "svegliarsi", ma comunque è un giudizio. 
Ecco che nonostante tutto c'è Qualcuno che mi risponde, anche in maniera perfetta, precisa e tempestiva:

1 Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. 2 Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. 3 Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, 4 gli dicono: "Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. 5 Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?". 6 Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. 7 E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei". 8 E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. 9 Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. 10 Alzatosi allora Gesù le disse: "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?". 11 Ed essa rispose: "Nessuno, Signore". E Gesù le disse: "Neanch'io ti condanno; va’ e d'ora in poi non peccare più".


Foto tratta da ilmessaggero.it
Il Vangelo di Domenica arriva come un orologio svizzero, immediato. Sono un "fariseo" nel mio piccolo, giudico e mi arrabbio con un altro perchè forse mi arrabbio su qualcosa che non piace a me ed è insito in me.
L'adulterio all'epoca di Cristo era qualcosa di estremamente condannabile, lo è anche oggi a parole, ma Gesù non guarda alla vita di quella donna, non giudica ciò che è stato, la invita a cambiare e basta. I farisei invece la condannano, condannano le loro nefandezze in fin dei conti, Gaetano Piccolo scrive in un commento: " Il giudizio molte volte nasce dalla frustrazione . Se siamo sereni nelle scelte che facciamo, saremo meno esposti al giudizio sugli altri. La domanda che Gesù ci pone è - Perchè vuoi spaccarle la testa ? Perchè vuoi eliminarla ? Che cosa ti da fastidio, quale aspetto di lei ti mette in crisi ? ".

Molte volte siamo maghi nel nascondere questo giudizio , lo travestiamo da ragionamento, quante volte mi capita! "No ma alla fine per me può fare quello che vuole!" E' un modo per camuffare in realtà la nostra "allergia" a questa persona, o a noi stessi.
Quante volte ho detto così, quante volte ho "vestito" da ragionamento il giudizio. Se realmente pensassi a quella persona come "può fare quello che vuole" non mi metterei a parlare di lei.

Parlare dell'altro , soprattutto dei suoi errori , è un modo per sentirci migliori. E' un modo per coprire un attimo quello che sbagliamo noi.

La Quaresima sta soprattutto qui, questi sono i fioretti che dovremmo fare, lasciare il giudizio dove sta. 

Meno digiuni di cibo e più relazioni vere, questo è quello che penso da Fariseo che ha voglia di cambiare.