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sabato 30 gennaio 2016

L'AMORE VA OLTRE...perchè il "family day" mi rattrista un po'

Oggi è la giornata del "Family day" , da Cristiano quale sono e orgoglioso di esserlo, rabbrividisco un po' di fronte a questa manifestazione. Lungi da me l'idea di volere generalizzare su chi ha deciso di partecipare e lungi altrettanto da me il volerlo contrastare.
Quello però che mi rattrista di più è la cattiveria che molti cristiani e pseudo-cristiani hanno voluto metterci per affermare i propri valori di famiglia. Che uno abbia il diritto di poter testimoniare con la vita i propri valori non si discute, in primis ognuno deve veramente costruire la famiglia che ha in mente e lo deve fare con passione e amore.
L'omosessualità esiste da prima di Cristo ed è sempre stata dichiarata immorale; la sua immoralità, a mio modo di vedere, ha creato dei pasticci tremendi. Fino a una trentina di anni fa esistevano persone che avevano paura di dichiarare la propria omosessualità , così sposavano persone dell'altro sesso e dopo aver avuto  anche un figlio venivano scoperti in una relazione con lo stesso sesso. Pensate che razza di sconvolgimento familiare si creava. Ora il fatto che una persona possa avere l'opportunità di esprimersi un po' più liberamente crea meno occasioni di poter fare delle confusioni.
Dicevo inizialmente che noi Cristiani , come tutti gli uomini, abbiamo il diritto di testimoniare i nostri valori , ma non vuol dire lottare per i nostri valori, nessuno può rubarci la coscienza.

Vedo cattolici preoccupatissimi per la possibilità che passi il ddl sulle unioni civili, ma li vedo assolutamente inermi di fronte ai morti che si continuano ad ammassare nel  mondo. La morte ingiusta è la prima cosa che dovrebbe far smuovere un Cristiano, l'ingiustizia in generale dovrebbe roderlo dentro. E invece si spendono energie per qualcosa che semplicemente va ad intaccare le nostre sicurezze, perchè alla fine dipendendo da fattori esterni si è preoccupati che anche le unioni civili possano infastidire la nostra vita. 
Avere un forte condizionamento esterno presuppone che non si abbia ancora costruito la nostra vera coscienza di vita ove fare una scelta.
Ho conosciuto persone con un grande orgoglio Cristiano , contrari alle unioni civili ed anche in maniera vigorosa , che si perdono a "buffet" con tutte le donne o uomini,  ragazze o ragazzi che girano loro attorno.
Altrettanto ho avuto modo di conoscere una coppia omosessuale che si ama da cinque anni e non ho mai sentito parlare di tradimenti, trasgressioni ecc...
Spesso si confonde l'omosessualità con le confusioni sessuali,  ricordatevi che nelle confusioni sessuali potrebbero esserci persone che oggi sono a Roma a manifestare per la Sacra Famiglia.
Invece ahimè la paura prende il sopravvento è ci scuote come e dove vuole. I Cristiani dovrebbero essere , a mio modo di vedere, difensori dei più deboli ed emarginati, invece si mischiano nelle lotte e tra le guerre, devono difendere le proprie sicurezze. 

Mi ha sempre colpito la frase di un Servo di Maria, Padre Alberto Maggi " Potrebbe venire chiunque a confutarmi l'esistenza di Dio , anche con prove scientifiche, ma non riuscirà mai a farmi cambiare idea". 
Questo non è cinismo, non è lotta, è libertà , è fede! 

Il Vangelo non ci chiede di lottare, ma di vivere e testimoniare la vita con semplicità e fede...in poche
parole ESSERE AMORE!

Di cosa abbiamo paura veramente? 

lunedì 11 gennaio 2016

CAMBIA IL TEMPO

La nostra vita molto spesso è dettata dalle emozioni che ci sfiorano, sia quelle belle che quelle brutte. Ogni giornata è a rischio di essere compromessa per colpa di qualcosa che ci viene a disturbare, ci viene a "sconvolgere" nelle nostre sicurezze.
"Cambia il tempo" è una frase probabilmente millenaria che fa luce sul fatto che alcuni dolori si ripropongano nel momento in cui stia per arrivare un temporale.
Con il passare del tempo questa affermazione è passata oltre, è andata ad intaccare anche il nostro umorismo, la nostra anima, il nostro cuore.
Ogni qualvolta il tempo comincia a oscurarsi la nostra mente mette in allarme tutto il corpo, come se qualcosa stesse cambiando i nostri piani e soprattutto le nostre sicurezze.
Prevedibile che questo possa essere dettato dal fatto che siamo stati un po' "programmati" di fronte a sconvolgimenti meteorologici, "chi va con lo zoppo impara a zoppicare".

In questi giorni imperversa nei social un bellissimo messaggio attribuito a Papa Francesco, probabilmente non suo, ma anche se non lo fosse non cambierebbe il profondo significato ricco di bellezza e vita. Invece di pensare se è suo o no, vi inviterei a leggerlo.

 "Puoi aver difetti, essere ansioso e vivere qualche volta irritato, ma non dimenticate che la tua vita è la più grande azienda al mondo. Solo tu puoi impedirle che vada in declino.In molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano.Mi piacerebbe che ricordassi che essere felice, non è avere un cielo senza tempeste, una strada senza incidenti stradali, lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.
Essere felici è trovare forza nel perdono, speranza nelle battaglie, sicurezza sul palcoscenico della paura, amore nei disaccordi.
Essere felici non è solo apprezzare il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma apprendere lezioni dai fallimenti. Non è solo sentirsi allegri con gli applausi, ma essere allegri nell'anonimato.Essere felici è riconoscere che vale la pena vivere la vita, nonostante tutte le sfide, incomprensioni e periodi di crisi.Essere felici non è una fatalità del destino, ma una conquista per coloro che sono in grado viaggiare dentro il proprio essere.
Essere felici è smettere di sentirsi vittima dei problemi e diventare attore della propria storia.È attraversare deserti fuori di sé, ma essere in grado di trovare un'oasi nei recessi della nostra anima.
È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici non è avere paura dei propri sentimenti.
È saper parlare di sé.
È aver coraggio per ascoltare un "No".
È sentirsi sicuri nel ricevere una critica, anche se ingiusta.
È baciare i figli, coccolare i genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche se ci feriscono.
Essere felici è lasciar vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice.
È aver la maturità per poter dire: “Mi sono sbagliato”.
È avere il coraggio di dire: “Perdonami”.
È avere la sensibilità per esprimere: “Ho bisogno di te”.
È avere la capacità di dire: “Ti amo”.
Che la tua vita diventi un giardino di opportunità per essere felice ...
Che nelle tue primavere sii amante della gioia.
Che nei tuoi inverni sii amico della saggezza.
E che quando sbagli strada, inizi tutto daccapo.
Poiché così sarai più appassionato per la vita.
E scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta.Ma usare le lacrime per irrigare la tolleranza.
Utilizzare le perdite per affinare la pazienza.
Utilizzare gli errori per scolpire la serenità.
Utilizzare il dolore per lapidare il piacere.
Utilizzare gli ostacoli per aprire le finestre dell'intelligenza.
Non mollare mai ....
Non rinunciare mai alle persone che ami.
Non rinunciare mai alla felicità, poiché la vita è uno spettacolo incredibile!"


Il tempo non cambia la nostra vita, siamo noi che diamo al tempo metereologico la possibilità di cambiarla, siamo noi che decidiamo di farci abbindolare completamente dalle emozioni. 
Con questo non voglio dire di essere apatici e privi di emozioni, ma semplicemente che non diventino esse le padrone della nostra bellissima vita.




"Credo ci sia anche questo: un ‘volermi gonfiare' in una specie di sentimento tragico. E non solo un sentirmi sempre triste, ma un volermi sentire sempre più triste. Un portare agli estremi le situazioni drammatiche, per poi soffrirne di gusto. [...] Non farti prendere da un'atmosfera, da un momento, per di più d'indolenza, ma tieni presente le grandi linee e le grandi direzioni. E sii pure triste, semplicemente e sinceramente triste, ma non costruirci sopra dei drammi. Una persona dev'essere semplice anche nella sua tristezza, altrimenti la sua è soltanto isteria." ETTY HILLESUM

Parole come queste riempiono l'anima, Etty Hillesum è morta in un campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale, e paradossalmente la sua spiritualità e gratitudine si rinvigorivano man mano che le cose "terrestri" peggioravano. 
Questo lo chiamo "Vivere , non sopravvivere".