Coppie che si lasciano e poi le rivedi insieme dopo pochi giorni, il tutto più volte durante l'anno...Quasi un modo per trovare la motivazione a rivedersi, coppie che non si danno impegni "Ci vediamo quando ne abbiamo voglia"... E poi non ultimo il "TROMBAMICO" la perfetta scusa per non prendersi responsabilità.Visualizzazioni totali
domenica 28 dicembre 2014
REGALI DI NATALE
Coppie che si lasciano e poi le rivedi insieme dopo pochi giorni, il tutto più volte durante l'anno...Quasi un modo per trovare la motivazione a rivedersi, coppie che non si danno impegni "Ci vediamo quando ne abbiamo voglia"... E poi non ultimo il "TROMBAMICO" la perfetta scusa per non prendersi responsabilità.giovedì 11 dicembre 2014
LA PAURA DI SBAGLIARE
E' la finale della Coppa del Mondo di calcio del 1994. Roberto Baggio uno dei più grandi giocatori del calcio mondiale, nonchè pallone d'oro dell'anno precedente si appresta a battere l'ultimo rigore, quello decisivo. Se segna si continua, se sbaglia il Brasile è campione del Mondo.L'Italia intera è davanti al televisore, un mondiale inaspettato , anche un piccolo bambino di 6 anni è davanti allo schermo ad aspettare quel rigore.
Baggio non è apposto fisicamente , ma prova comunque, sente che non ha importanza, non sarà quel rigore a rovinargli la vita.
Parte , rincorsa lunga ...e il pallone finisce sopra la traversa , si accascia , piange ... Non vincerà mai più un mondiale, quella cosa che si sogna fin da bambini.
Comincio da qui, da un qualunquismo , da un semplicissimo rigore di calcio, una banalità della vita, per qualcuno un sogno per altri una semplice attività agonistica.
Ma non è tanto il calcio in sè a diventare importante in questo caso, è l'errore l'epicentro della questione. Oggi più che mai una delle parole più estranee al nostro vocabolario, una parola che non deve e non può esistere.
L'errore fin da piccolo era significato di negligenza, di qualcosa che si era fatto male, ma non capivo se era possibile sbagliare ancora, solitamente mi sembrava inamissibile. Errore=nero!
Ed è quello che ogni giorno temiamo, è quello che molto spesso ci blocca, non tanto l'errore in sè quanto la paura di sbagliare.
"E se sbaglio, la mia vita avrà ancora un senso?" ..."Meglio non tentare neanche!".
"A un discepolo che aveva il terrore di sbagliare il maestro disse: Quelli che non sbagliano mai fanno l'errore più grande di tutti: non provano nulla di nuovo." Anthony de Mello 1
Spesso è la paura del giudizio a frenarci, tentenniamo continuamente e ci reggiamo sulle cose più sicure che sono sempre quelle: la famiglia, gli amici, i luoghi della gioia.
Non che queste tre cose siano sbagliate o controindicate. ma rischiamo di non trovare nulla di nuovo e soprattutto accettiamo inconsapevolmente di fermarci nel cammino.
Sbagliare è un'arte , è un modo per dire che ci si ha provato, e non è sinonimo di ignoranza, freghiamocene di quello che pensano gli altri, proviamoci!
1 Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. 2 Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3 le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; 4 le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi. 5 Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. 6 A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! 7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8 E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. 9 Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. 10 Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 11 Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! 12 Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. 13 Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora". ( Mt 25,1-13 )2
"Vegliate" ...Siate svegli! vivete la vostra vita in tutto, non abbiate paura di sbagliare , le cinque stolte viaggiano invano , prendono la lampada ma per paura di sbagliare , di consumare, non fanno nulla. Le cinque sagge invece si mettono in cammino, si preparano, non sanno cosa può attenderle, ma si fidano. Potrebbe anche essere un'illusione ma si sono preparate bene anche se dovesse essere così.
L'errore non è la fine! L'errore è un modo per imparare a mettersi in gioco. Dietro l'errore non c'è mai la fine, c'è sempre un nuovo inizio più bello ed entusiasmante.
Vivete la vita come questa canzone che a me ricorda i 14 anni, uno dei momenti più spensierati della mia esistenza. Ieri guardavo l'albero di Natale e pensavo a come da piccolo mi colpisse e mi facesse felice, ho pensato "Perchè non può farlo anche adesso?".
Siamo noi che costruiamo la nostra storia, con fiducia e senza Paura di sbagliare!
PS: Roberto Baggio nonostante quell'errore rimase ROBERTO BAGGIO! UNO DEI PIU' FORTI GIOCATORI DELLA STORIA DEL CALCIO!
1-Anthony de Mello -"Lo shock di un minuto"
2-(Mt 25,1-13)
3-Eclipse-The Music (Estate 2002)
mercoledì 12 novembre 2014
PRIMA DI PARTIRE PER UN LUNGO VIAGGIO
Quanto bello è sapere che il Vangelo non è solo per preti! Quanto è bello sapere che racconta di tutti noi, di tutti i giorni ...è come un grande psicologo che ti da l'opportunità di scrutare dentro te stesso.
Questo è un passo del Vangelo di Domenica 16 Novembre (Mt 25,14-30), un passo che fa leggere le ansie e le preoccupazioni di tutti noi.
Questo signore deve partire e allora consegna a tre persone dei talenti. Al primo 5, al secondo 2, all'ultimo 1.
Torna e il primo consegna 10 , il secondo 4 e l'ultimo ancora 1.
Così, di primo acchito cosa ci viene da pensare?
Quell'ultimo servo (o famoso terzo) quanto mi assomiglia? Quante paure ha? Quanta ansia di sapere cosa pensano le persone di lui o in questi caso di me?
"Il terzo servo è bloccato da una mentalità economica nella sua relazione con il padrone. A volte anche noi siamo bloccati nella nostra relazione con Dio da un agire economico: se mi hai dato, ti devo restituire. E la paura di non essere all'altezza di restituire mi fa seppellire quello che mi hai dato"(1)
Alle volte ci facciamo comandare dalla nostra mente che ci proietta immagini negative del futuro, invece di vivere il presente e rischiare acconsentiamo a queste immagini e ci blocchiamo: tutto per paura.
Una volta ascoltai un'intervista al famoso cantante Vasco Rossi e disse "Mi sono preoccupato di cose che non sono mai accadute!"
Quanta verità in queste parole, se fate attenzione restiamo più male pensando a ciò che potrebbe essere piuttosto che vivere una situazione brutta nel momento presente.
Quel terzo servo ha dato ragione alla mente, ai suoi pensieri e ha deciso di far vincere la paura e ha ottenuto tristezza.Prima di un cambiamento della nostra vita ci sono inevitabili dubbi e paure, forse dovremmo guardare a quei dubbi e dire "Se ci sono, è la strada giusta".
Il padrone ci chiede di rischiare, buttarci di fronte al dono che ci è stato fatto...Camminare con fiducia e rischiando.
"Il messaggio sembra concentrarsi piuttosto su un Dio che non ci vuole sterili, non ci vuole viventi sepolti, ma ci vuole gente che rischia, che sta nel mondo, che ci prova, perchè crede nell'amore di un Dio che si fida." (2)
Non aspettare, fidati, rischia,apriti...piano piano il senso e la luce prenderanno forma. Rischia camminando piano piano, non correndo, non guardare al risultato, vivi qui e ora...con calma!
(1) e (2) GAETANO PICCOLO "Lasciarsi leggere dentro"
giovedì 30 ottobre 2014
IL BENE E IL MALE
Sono Cristiano Cattolico, lo sono in maniera anche orgogliosa, ma credo che uno degli errori che facciamo sia concentrarsi su ciò che fa il male; ho sempre pensato che concentrarsi su ciò che fa il male ci fa evitare di compiere il bene.
Il problema non è "Halloween" , il problema è che non guardiamo al nostro cuore, dentro di noi è li che possiamo capire se siamo diabolici o meno.
E' piuttosto inutile che io la sera del 31 Ottobre mi ritrovi in una Chiesa a pregare per ricordare i miei Santi e poi l'1 Novembre sto provando rabbia per qualcuno , sto sicuramente facendo il gioco di qualcun altro e ne sono pure inconsapevole.
Che Hallowen sia sicuramente una festa pagana e che abbia dei risvolti satanici non ci sono dubbi, ma giornalmente abbiamo a che fare con cose che hanno questi risvolti...GIORNALMENTE! Non dovremmo più muovere un dito.
La verità è che la differenza la fa il nostro comportamento verso le altre persone...
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| Più ampliamo il nostro sguardo e più possiamo capire. |
Se vogliamo realmente fare il bene e allontanarci dal male dobbiamo compiere l'amore verso l'altro, la compassione, il perdono.
Se vogliamo fare del bene a Dio dobbiamo prenderci cura del nostro prossimo , spesso oggetto di critiche, invidie e giudizi vari.
Pregare la notte del 31 Ottobre non deve farci giudicare chi sta "festeggiando" Halloween, dovrebbe farci chiedere di testimoniare l'amore verso tutti, qualunque cosa loro facciano.
La cosa fondamentale che poi un Cristiano deve ricordare è che la testimonianza la si fa con la Vita, non con troppe parole.
Detto ciò, vanno benissimo le Veglie di Preghiera (io probabilmente parteciperò), ma non vanno praticate solo il 31 Ottobre per combattere qualcosa. Noi non dobbiamo combattere nulla, dobbiamo semplicemente concentrarci a compiere il bene se vogliamo realmente fare qualcosa.
Sentitevi liberi di fare quello che volete la notte del 31 Ottobre, l'importante è che non facciate del male a nessuno. Ma ancor più importante, evitate di fare del male anche tutti i 364 giorni restanti...
giovedì 16 ottobre 2014
"DO IL MEGLIO DI ME" Brusco
Dal momento che mi sveglio
sono certo farò del mio meglio
è il mio impegno
e se te lo dico sai che lo mantengo
do il meglio di me
cercando di rendermi utile
provando a cacciare le nuvole
per condividere
anche un raggio di sole
io coltivo idee
nel deserto che osserva impassibile
mentre il simile uccide il suo simile
ma è possibile essere un uomo migliore
Non è vero che
sei nella Savana
che se non sei tu che sbrani
c'è chi ti sbrana
e non correre, no
non è una gara
a chi arriverà per primo in cima alla scala
forse non ho il cuore puro del Dalahi Lama
ma col cuore in mano parlo a chi ancora ama
sotto il mondo che spara e pugnala
la speranza c'è ancora se soltanto si scava un po
e per questo darò il meglio di me
ogni giorno darò il meglio di me
lo sai com'è? è per questo darò il meglio di me
ogni giorno darò il meglio di me
andando avanti seguo la mia strada
sempre la mia strada
questa è la mia strada
voglio tutti quanti qui
nella mia casa, si nella mia casa
dentro la mia casa
perciò
do il meglio di me
cercando di rendermi utile
provando a cacciare le nuvole
per condividere
anche un raggio di sole
io coltivo idee
nel deserto che osserva impassibile
mentre il simile uccide il suo simile
ma è possibile essere un uomo migliore
ho fatto tanti sbagli lungo la via
non so giustificarmi la colpa è mia
ma il peggiore errore sai che ci sia
è rassegnarsi alla monotonia
unisco la coscenza alla fantasia
fondo la poesia con la melodia
combatto l'iddiozia con la mia ironia
ossia
ci metto tutta la mia energia
e per questo darò il meglio di me
ogni giorno darò il meglio di me
lo sai com'è? e per questo darò il meglio di me
ogni giorno darò il meglio di me
andando avanti
seguo la mia strada
sempre la mia strada
questa è la mia strada
voglio tutti quanti qui
nella mia casa, si nella mia casa
dentro la mia casa
io do il meglio di me
cercando di rendermi utile
provando a cacciare le nuvole
per condividere
anche un raggio di sole
io coltivo idee
nel deserto che osserva impassibile
mentre il simile uccide il suo simile
ma è impossibile
do il meglio di me
ricordando di essere umile
evitando le pretese stupide
e condividere con gli altri ogni emozione
io coltivo idee
nel deserto che osserva impassibile
mentre il simile uccide il suo simile
ma è possibile essere un uomo migliore
do il meglio di me
cercando di rendermi utile
provando a cacciare le nuvole
per condividere
anche un raggio di sole
io coltivo idee
nel deserto che osserva impassibile
mentre il simile uccide il suo simile
ma è possibile essere un uomo migliore.
http://youtu.be/jGsLE-tyjkQ
giovedì 9 ottobre 2014
COSTRUIRE...
Il 10 Ottobre del 2012 (2 anni fa) raggiungevo un traguardo per me bellissimo. Un momento di liberazione e di gratitudine, la mia Laurea.
Quel giorno è indimenticabile, mi rimane indelebile l'amore che ogni persona che era li ha riversato su di me.
Quello fu un traguardo pieno di significati, meta di un anno fantastico dove piano piano ho costruito un cammino; dagli studi , alle relazioni , alla fede. Diedi il massimo della fiducia verso la Vita o comunque una buona parte e ne fui ricambiato con quella meravigliosa festa...Come se Qualcuno volesse comunicarmi che mi amava tanto. Tra l'entusiasmo e un po' di "sano" alcol anche io amavo tutti. Anche quelle persone a cui solitamente riservavo un po' di rancore.
Ma come dice una meravigliosa canzone di Niccolò Fabi " tra il primo tema e il testamento...in mezzo c'è tutto il resto".
Già ,quella era una fine che dava inizio a qualcosa, in mezzo ci sono questi due anni...pieni zeppi di eventi, tensioni, gioie e dolori. Paure di perdere ciò che avevo appreso e ansia per il futuro.
Ma questi "in mezzo" è la parte fondamentale di una vita , è dove dovremmo cercare di vivere al meglio la nostra esistenza. Perché è qui che costruiamo il traguardo.
Sono sincero, anche adesso fatico un po' ... Anche ora che scrivo molti dubbi (anche assurdi) prendono il sopravvento "COSA SARÀ? DOVE ANDRÒ? DI CHI MI FIDO? ".
Dubbi anche strani, ma costruttivi...costruttivi se capiamo che vengono a mettere ordine alla nostra vita. Dubbi con cui non dobbiamo confliggere o combattere ma semplicemente Vivere.
Anche nei momenti di solitudine e di crisi la cosa più importante da ricordarci di fare è vivere!
Cominciare a gustare la Vita anche nel silenzio, cominciare a guardare questo momento e prenderne spunto...per fare cosa? PER COSTRUIRE!
mercoledì 17 settembre 2014
LA DANZA DELLE EMOZIONI di Anthony De Mello
"I sentimenti negativi sono dentro di voi, non nella realtà. Dunque, smettete di tentare di cambiare la realtà. É una follia! Smettete di tentare di cambiare l'altro. Sciupiamo le nostre energie e il nostro tempo cercando di cambiare le circostanze esterne, cercando di cambiare il nostro coniuge, il nostro capo, i nostri amici, i nostri nemici e tutti gli altri. Non dobbiamo cambiare nulla. I sentimenti negativi sono dentro di (voi). Nessuna persona al mondo ha il potere di rendervi infelici. Nessun evento al mondo ha il potere di turbarvi o farvi del male. Nessun evento, nessuna condizione, nessuna situazione, nessuna persona. Nessuno vi ha mai detto questo: vi è sempre stato detto il contrario. Ecco perché vi trovate nei pasticci, adesso. Ecco perché siete addormentati. Nessuno ve l'ha mai detto, ma è evidente. Supponiamo che la pioggia rovini un pic.nic. Chi è a reagire in modo negativo? La pioggia, o (voi)? E cosa provoca questo sentimento negativo? La pioggia o la vostra reazione? Quando sbattete il ginocchio contro il tavolo, il tavolo sta benissimo. Si occupa di fare quel che dovrebbe - e cioè il tavolo. Il dolore è nel vostro ginocchio, non nel tavolo. I mistici continuano a tentare di farci capire che la realtà va bene così com'è. La realtà non è problematica. I problemi esistono soltanto nella mente umana. Anzi, potremmo aggiungere: nella mente umana stupida, addormentata. La realtà non è problematica. Togliete gli esseri umani da questo pianeta, e la vita continuerebbe, la natura continuerebbe a svilupparsi in tutta la sua bellezza e la sua violenza. Dove starebbe il problema? Nessun problema. Voi avete creato il problema. Voi siete il problema. Vi siete identificati con il "me", ed è questo il problema. Il sentimento è dentro di voi, non nella realtà. Terza fase: mai identificarsi con quel sentimento. Non ha niente a che vedere con l'"io". Non definite la vostra essenza in termini di quel sentimento. Non dite: «Sono depresso». Se volete dire: «C'è depressione» va bene. Se volete dire che c'è malinconia, va bene. Ma non dite: «Sono malinconico», perché in questo modo vi definite alla luce di quel sentimento. É questa illusione, è questo il vostro errore. In questo momento c'è una depressione, ci sono dei sentimenti
feriti, ma così sia, lasciateli stare. Passeranno. Tutto passa, tutto. Le vostre depressioni e le vostre emozioni non hanno niente a che vedere con la felicità. Quelle sono solo oscillazioni del pendolo. Se cercate eccitazione ed emozioni, preparatevi alla depressione. Volete la vostra droga? Preparatevi ai contraccolpi. Il pendolo oscilla da un estremo all'altro. Questo non ha niente a che vedere con l'"io", né con la felicità. É il "me". Se ve lo ricorderete, se lo ripeterete a voi stessi un migliaio di volte, se proverete questi tre passi un migliaio di volte, ci arriverete. Magari vi basteranno tre volte, o anche meno. Non lo so: non ci sono regole. Ma fatelo mille volte, e farete la più grande scoperta della vostra vita. Al diavolo quelle miniere d'oro in Alaska. Cosa ve ne fareste di quell'oro? Se non si è felici, non si può vivere. Mettiamo che abbiate trovato l'oro. Che importanza ha? Siete un re, una principessa. Siete liberi: non vi importa più di essere accettati o respinti, non fa alcuna differenza. Gli psicologi ci spiegano l'importanza del senso di appartenenza. Fandonie! Perché volete appartenere a qualcuno? Non ha più importanza. Un mio amico mi ha detto che c'è una tribù africana in cui la pena capitale consiste nell'ostracismo. Se voi foste buttati fuori da New York, o da dovunque abitiate, non per questo morireste. E come mai l'uomo di quella tribù africana muore? Perché anche lui è vittima della comune stupidità umana. Pensa che non potrà sopravvivere, senza appartenere a qualcosa. Ma non è necessario appartenere a qualcuno, a qualcosa, o a un gruppo. Non è nemmeno necessario innamorarsi. Chi ve l'ha detto? É necessario essere liberi. É necessario amare. É tutto qui: questa è la vostra vera natura. Ma la verità è che mi state dicendo che volete essere desiderati. Volete essere applauditi, volete essere attraenti, con tutte le scimmiette che vi corrono dietro. State buttando via la vostra vita. (Svegliatevi)! Non ce n'è bisogno. Potete essere felici e beati senza tutto questo. La vostra società non sarà lieta di sentire quello che ho detto, perché quando si aprono gli occhi e si capisce questo concetto si diventa spaventosi. Come si può controllare una persona così? Non ha bisogno di nessuno, non si sente minacciata dalle critiche, non si cura di quel che pensa o dice la gente di lei. Ha tagliato tutti questi fili: non è più un pupazzo. É spaventoso. «Dobbiamo liberarcene. Dice la verità; non ha più paura; non è più umano». (Umano!) Guardate! Finalmente un essere umano! Si è liberato della propria schiavitù, della propria prigione.
Nessun evento giustifica un sentimento negativo. Non c'è situazione al mondo che giustifichi un sentimento negativo. Ecco cosa hanno tentato di dirci, di urlarci i nostri mistici, fino ad avere la voce roca. Ma nessuno ascolta. Il sentimento negativo è dentro di voi. Nel Bhagavad-Gita, il libro sacro degli induisti, Krishna dice ad Arjuna: «Buttati a capofitto nella battaglia, e tieni il tuo cuore ai piedi di loto del Signore». É una frase meravigliosa. Non dovete fare nulla per acquisire la felicità. Il grande Meister Eckhart ha detto con parole superbe: «Dio non si raggiunge attraverso un processo di addizione di qualcosa nell'anima, ma attraverso un processo di sottrazione». Non si deve far nulla per essere liberi. Bisogna abbandonare qualcosa. Allora si è liberi. Mi viene in mente a questo proposito un detenuto irlandese che, scavato un tunnel sotto il muro della prigione, riesce a fuggire. Sbuca nel bel mezzo del cortile di una scuola materna, dove stanno giocando dei bambini. Naturalmente, quando emerge dal tunnel non riesce più a trattenersi e inizia a saltare e ballare, gridando: «Sono libero! Finalmente, dopo tre anni, sono libero!». Una bambina, a pochi passi da lui, gli lancia un'occhiata invidiosa e ribatte: «Beato te! A me ne restano altri due da passare qui dentro!». La quarta fase: come si possono cambiare le cose? Come potete cambiare voi stessi? Ci sono molte cose da capire qui, o meglio, una sola cosa che si può esprimere in molti modi. Immaginate un paziente che va dal dottore per dirgli di cosa soffre. Il dottore dice: «Bene, ho capito i suoi sintomi. Lo sa cosa farò? Prescriverò un farmaco al suo vicino!». Il paziente risponde: «Grazie mille, dottore: mi sento già molto meglio». Non è assurdo? Eppure è proprio quel che facciamo tutti noi. La persona addormentata pensa sempre che si sentirà meglio se sarà qualcun altro, a cambiare. Si soffre perché si è addormentati, però si pensa: «Come sarebbe meravigliosa la vita se qualcun altro cambiasse; come sarebbe meravigliosa la vita se il mio vicino cambiasse,mia moglie cambiasse, il mio corpo cambiasse». Vorremmo sempre che fosse qualcun altro a cambiare, in modo da sentirci meglio. Ma vi siete mai accorti che anche se vostra moglie cambia, o vostro marito cambia, su di voi non ha alcun effetto? Siete vulnerabili tanto quanto prima; idioti tanto quanto prima; addormentati tanto quanto prima. Siete voi ad avere bisogno di cambiare, ad aver bisogno della medicina. Continuate a insistere: «Mi sento bene perché il mondo va bene». (Sbagliato)!" Il mondo va bene perché io mi sento bene. É quel che dicono tutti i mistici.
(Il mondo non ha niente che non va) Quando ci si sveglia, quando si comprende, quando si capisce, il mondo comincia ad andare bene. Siamo sempre disturbati dal problema del male. C'è una storia interessante che narra di un ragazzino che cammina lungo la riva di un fiume. A un certo punto vede un coccodrillo intrappolato in una rete. Il coccodrillo, che è una femmina, gli dice: «Ti prego, abbi pietà di me, e liberami. Lo so, sono brutta, ma non è colpa mia. Sono nata così. Ma, per quanto il mio aspetto esteriore possa essere sgradevole, sappi che dentro di me batte un cuore di madre. Sono venuta qui stamattina in cerca di cibo per i miei piccoli, e sono rimasta intrappolata in questa rete!». E il ragazzino risponde: «Ma se io ti aiutassi a liberarti dalla rete, tu mi prenderesti e mi uccideresti». Il coccodrillo ribatte: «Pensi che farei una cosa del genere al mio salvatore e benefattore?». Così il ragazzino si convince a liberarlo dalla rete, e il coccodrillo lo cattura. Mentre viene risucchiato tra le fauci dell'animale, il ragazzino esclama: «Ecco qual è la ricompensa per la mia buona azione!». E il coccodrillo risponde: «Non prenderla come un'offesa personale, figliolo: il mondo funziona così, è la legge della vita». Il ragazzino non è d'accordo, e il coccodrillo gli dice: «Vuoi chiedere a qualcun altro se le cose non stanno così?». Il ragazzino vede un uccello appollaiato su un ramo e chiede: «Uccello, è vero quello che dice il coccodrillo?». L'uccello risponde: «Il coccodrillo ha ragione. Guarda me, per esempio. Un giorno stavo tornando a casa con del cibo per i miei piccoli. Immaginati il mio orrore quando ho visto un serpente che si arrampicava lungo il tronco dell'albero, dirigendosi dritto verso il mio nido. non potei fare nulla. Divorò tutti i miei piccoli, uno dopo l'altro. Io non facevo che urlare e gridare, ma è stato tutto inutile. Il coccodrillo ha ragione: questa è la legge della vita, è così che funziona il mondo». «Hai visto?» dice il coccodrillo. Ma il ragazzo insiste: «Permettimi di chiederlo a qualcun altro». E il coccodrillo: «Va bene, fa' pure». Sulla riva del fiume sta passando un vecchio asino. «Asino», dice il bambino, «questo è ciò che afferma il coccodrillo. Ha ragione?».
L'asino risponde: «Il coccodrillo ha senz'altro ragione. Guarda me, per esempio. Per tutta la vita ho lavorato come uno schiavo per il mio padrone, e lui mi dava da mangiare appena quel che mi bastava per sopravvivere. Ora che sono vecchio e inutile, mi ha lasciato libero, ed eccomi qui che vago nella giungla, in attesa che una belva si scagli su di me mettendo fine ai miei giorni. Il coccodrillo ha ragione: questa è la legge della vita, è così che funziona il mondo». «Hai visto?» dice di nuovo il coccodrillo. «Adesso basta!». Ma il ragazzo insiste: «Dammi ancora una possibilità, l'ultima. Permettimi di chiedere a un altro essere vivente. Ricordi come sono stato gentile con te?». Il coccodrillo gli concede l'ultima possibilità. Il ragazzino vede un coniglio che passa di lì, e gli chiede: «Coniglietto, il coccodrillo ha ragione?». Il coniglio si siede con calma e dice al coccodrillo: «Hai detto proprio così al ragazzo?». Il coccodrillo risponde: «Sì, ho detto così». «Aspetta un momento» dice il coniglio. «Dobbiamo discuterne». «Va bene», dice il coccodrillo. Ma il coniglio ribatte: «Come facciamo a discuterne, se tieni in bocca il ragazzo? Lascialo andare: deve partecipare anche lui alla discussione». Il coccodrillo dice: «Sì, sei furbo, tu: nel momento stesso in cui lo lascio andare, questo scappa via». Il coniglio replica: «Pensavo che fossi più ragionevole: se tentasse di scappare, un colpo della tua coda lo ucciderebbe all'istante». «É vero» ammette il coccodrillo, e lascia andare il ragazzino. Non appena lo vide libero, il coniglio esclama: «Scappa!». E il ragazzino corre via. Poi il coniglio dice al ragazzino: «Non ti piace la carne di coccodrillo? La gente del tuo villaggio non apprezzerebbe un buon pasto? Sai, in realtà non l'hai liberato del tutto: la maggior parte del suo corpo è ancora intrappolata nella rete. Perché non vai al villaggio a prendere tutti gli altri, e così poi vi fate un bel banchetto?». Il ragazzino fa esattamente quel che gli ha suggerito il coniglio. Va al villaggio e chiama tutti gli uomini, che si recano al fiume con le loro asce, i loro bastoni e le loro lance e uccidono il coccodrillo. Arriva anche il cane del ragazzino, e quando vede il coniglio gli corre dietro, lo cattura e lo strozza. Il ragazzo arriva sul luogo troppo tardi, e mentre guarda morire il coniglio, gli dice: «Il coccodrillo aveva ragione: il mondo funziona così, è la legge della vita». Non esiste spiegazione che possa dare ragione di tutte le sofferenze, il male, la
tortura, la distruzione e la fame del mondo! Non si potrà mai spiegare tutto ciò. Si può coraggiosamente tentare di farlo con delle formule, religiose o meno, ma non si riuscirà mai a spiegare. Perché la vita è un mistero, il che significa che la mente razionale non è in grado di comprenderla. Per questo dovete svegliarvi, e improvvisamente vi rendete conto che la realtà non è problematica: il problema siete voi."
Tratto da "MESSAGGIO PER UN'AQUILA CHE SI CREDE UN POLLO" di Anthony De Mello
martedì 19 agosto 2014
IL CRISTIANO DOVREBBE SAPERE...
Queste sono alcune delle parole che Papa Francesco ha pronunciato in aereo durante il ritorno dalla Corea del Sud. Il suo discorso è stato molto variegato e pieno, piuttosto pesante e tratti tragico. Ma io mi concentrerò su queste parole.
Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. *Non portate né borsa, né bisaccia, né calzari; e non fermatevi a salutare nessuno per la via. *In qualunque casa entriate, per prima cosa dite: Pace aNon voglio strumentalizzare il Vangelo, e non sto dicendo nemmeno che il problema dell'immigrazione in italia non esiste. Ma quello che vi dico è cosa c'entra chi arriva in Italia, cosa sapete delle loro vite? Perchè ve lo dice "Libero", "La Stampa", "Il Giornale" o "la Repubblica"?????"Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli" Mt 19,13-15
Una delle parole chiave del Vangelo è "ACCOGLIENZA", e non accogliere è sinonimo di paura e insicurezza, ma soprattutto di scarsissima fede ...(Cosa che ho anche io).
I bambini che riporta il vangelo non sono solo i fanciulli, secondo alcuni biblisti dietro la parola greca tradotta come "bambini" c'è il significato di "piccoli" cioè gli indifesi, tutti coloro che sono deboli, sfruttati, sfrattati.
Ps: Ciò che scrivo non è di condanna ma vuole essere uno sprone per noi che spesso ci perdiamo in cose che non conosciamo e soprattutto di poco conto.
Mi concentro qui perchè da queste parole il Papa ottiene dissensi da parte di una schiera di "cristiani". Metto cristiani tra virgolette perchè ci sono molti che usano la religione solo come bandiera, come porto sicuro dove poter sostare. Soprattutto rischiano di scambiare fede con cultura , "perchè si è sempre fatto così".
Il Papa non sta facendo nessun riferimento politico o ideale, il Papa riporta ciò che il Vangelo insegna ai Cristiani, quindi ciò che Gesù chiede a noi.
La cosa che mi fa sobbalzare è vedere questi "cristiani" che lottano per difendere la religione, lo stato, la regione ma non si accorgono che lasciano Gesù ai margini.
Gesù come sappiamo non è nativo di Bovolone , nemmeno di Este o Venezia...Gesù nasce in un luogo dove oggi la guerra si fa sentire più che mai. E chissà quante volte è passato per GAZA!
Uno dei momenti in cui potrebbe averla "toccata" è stato lungo la fuga che la sua famiglia , compresa la Madonna (che non è di Belluno) ha effettuato per andare in Egitto.
Anche Gesù è stato profugo, è stato Clandestino, lui e la sua famiglia. Scappava da una persecuzione, e sembra che il consiglio di partire lo abbia dato chi? DIO !
Dio chiede all'uomo di andare, lo chiede a Gesù e lo fa con gli uomini di oggi...e se un Cristiano legge la Bibbia dall'antico testamento fino a quello nuovo scopre che è tutta un viaggio. Il viaggio e il cammino sono simbolo per una vita in Dio.
Gesù non rimane mai a Nazareth con i suoi discepoli , qualcuno potrebbe dire "ma rimane nel suo stato". Non esisteva uno stato...dove si muoveva Gesù era sempre "estero".
questa casa. *E se vi è qualcuno che cerca la pace, scenderà su di lui la vostra pace; se non ritornerà a voi. *E in quella casa rimanete mangiando e bevendo ciò che vi sarà dato, perché l'operaio ha diritto alla sua paga. Non passate di casa in casa. *E in qualunque città entriate, se vi ricevono, mangiate di quello che vi sarà servito; *guarite in essa gli infermi e dite loro: Il regno di Dio è arrivato fino a voi. *Ma se entrate in una città e non vi accolgono, uscite sulle piazze e dite: *Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi noi la scuotiamo per restituirvela; tuttavia sappiate che il regno di Dio è arrivato. Lc 10,1-20
Se io volessi capire realmente la situazione fermerei più di un immigrato e cercherei di capire la sua reale vita, invece noi dipendiamo completamente dai media.
E' come se un mio amico mi dicesse che Messi non è forte. Io non guardo le partite ne per tv e nemmeno allo stadio, mi baso solamente su quello che dice il mio amico e vado a dire al mondo che "Messi non è forte" pur non avendolo mai visto giocare.
Questo capita , molte volte il "Cristiano" punta il dito , estremizza , tutti sono uguali (come dire che tutti gli italiani sono mafiosi) e fa politica senza saper chi è Moustafa, senza sapere chi è Pierre Dominique e Mary.
Non è politica, è il Vangelo. Il Vangelo è la formazione di un Cristiano,invece non conosciamo un passo del Vangelo, rischiamo di non ascoltarlo nemmeno. E cosa ancor più grave lo interpretiamo invece di conoscerlo per ciò che ci dice veramente.
Per concludere riprendendo il discorso del Papa, l'essere Cristiano non vuol dire convincere gli altri , significa portare il vero senso del Vangelo con la Vita a tutti...Perchè Musulmani, Ebrei, Buddisti, Cristiani e protestanti prima di tutto sono ESSERI UMANI...e per nessun ESSERE UMANO LA MORTE DEVE ESSERE UNA POSSIBILITA'.
Se vogliamo togliere quelle virgolette dalla parola Cristiani dobbiamo cominciare a leggere, ascoltare e formarci veramente di ciò che ci dice il Vangelo , io per primo . Più RELAZIONI e meno PAROLE...Oggi più che mai!
giovedì 5 giugno 2014
LA SALITA... EMBLEMA!
Avevo 10 anni e a casa dei miei nonni si guardava il Giro d'Italia , correva l'anno 1998. Il ciclista che in quel momento emozionava tutti era Marco Pantani, e la verità è che emozionava tanto pure me, gli scatti, le salite, il modo di pedalare e di vincere.
Mi innamorai talmente tanto che guardavo ogni corsa che faceva e sognavo di andare in quelle montagne che lo segnavano come un eroe.
Già perché io in montagna c'ero stato solo una volta e nemmeno me la ricordavo (avevo tre anni).
Con il passare di un paio d'anni riuscii a "sfamare" la voglia di montagna e il sogno di vedere Marco.
Era il 29 Maggio 2001 e a Rovigo si concludeva una tappa del Giro. Vidi quella bandana gialla sfrecciare sul traguardo .
Mi fece proprio innamorare di ciclismo e di salite , benché il mio fisico non fosse da scalatore cercavo le salite dappertutto, per farle e per mettermi alla prova. Certo sfido chiunque a trovare salite in Polesine , eppure le facevo tutte ... Ponti, rampe , salite che portavano sulle rive dell'Adige ecc...
Crescendo ho avuto modo di conoscere una salita che per tutti i ciclisti è la prova per i principianti.
Salita di Calaone (Padova) piccolo paesino sopra Este alle pendici dei Colli Euganei . 4,5 km di salita non con grosse pendenze , ma per un principiante è sempre una salita e soprattutto un'emozione.
Non so cosa mi muova dentro ma la voglia di farla è sempre tantissima e la prima volta che l'ho fatta ero talmente emozionato che ho messo due volte i piedi per terra.
La salita è bella perché ti fa pensare e fa conoscere le tue capacità, i tuoi limiti , e soprattutto ti permette di accettarli. Un ciclista che non accetta i suoi limiti in salita è meglio che non faccia il ciclista. Per me è sempre un emblema , mi dà modo di essere me stesso, di andare al mio ritmo, non mi chiede nulla e ne sono innamorato , tanto anche. É bella , affascinante e alle volte un po' bastarda ... Ma tu la ami , non puoi abbandonarla.
Mi ha fatto pensare agli errori che ho fatto nella mia vita. A ostinarmi a prendere strade che sapevo già in partenza non essere le mie... Mi ha insegnato che per farla bene devi guardare al tuo essere , non a quello degli altri... Tutto è dentro di te. Che devi guardare quel pezzo di strada che stai facendo e non avere fretta di guardare avanti... Una volta arrivati in cima ci si ritrova tutti assieme ognuno contento del suo risultato. Ma tutto questo per dire che della salita sono appassionato, innamorato,ogni volta che ritorno a casa mi ha fatto piacere stare con lei, nonostante le fatiche.
Grazie Salita!
mercoledì 14 maggio 2014
VORREI ESSERE MEGLIO DI...
Nella mia stanza , sopra il mio letto campeggia una bandiera della 'PACE' con all'interno piccole frasi , una di queste recita: "Il paragone è il veleno della vita spirituale".
Questa frase mi colpisce sempre, mi fa pensare a quanto sia vero, noi vorremmo sempre essere perfetti ma soprattutto vorremmo primeggiare sugli altri. Quando cominciamo a paragonarci a qualcuno è un po' alla volta la fine del nostro essere.
Fin da piccolo mia mamma mi diceva sempre " FA DE MANCO VARDARE CHEALTRI " tradotto per i non veneti "FAI A MENO DI GUARDARE GLI ALTRI ". Già perché fin da piccoli ci danno la possibilità di metterci in competizione con gli altri... SONO PIÙ VELOCE DI..., SONO PIÙ BRAVO DI..., FACCIO PIÙ COSE DI...
Man mano che passa il tempo questo veleno cresce insieme a noi, crescendo abbiamo sempre bisogno di un rapporto che ci mostri se siamo ancora i migliori , e purtroppo avveleniamo anche gli altri.
Quante volte ho voluto primeggiare, fortunatamente Qualcuno mi ha dato parecchie opportunità di sconfitta. Il sentimento che provi dopo una sconfitta è spesso il segnale di ciò che sei in quel momento... Perdere è ovvio non piace a nessuno, ma ti indica ciò che sei e può insegnarti qualcosa. Se invece ti arrabbi, cerchi scuse , scappi via dalla sconfitta ,è il chiaro segnale che i tuoi limiti non li accetti e non vuoi mostrarli a nessuno.
Il confronto è una droga pessima, rovina le amicizie ... Quante volte mi è capitato...e quante volte ancora oggi ho paura di mostrare i miei lati oscuri e fragili, ma sinceramente...MEGLIO COSÌ! Meglio i miei lati fragili che continuare a rovinare il mio fegato e i miei amici...L'AMORE È GUARDARE L'ALTRO non ciò che voglio io.
Mi scuso con tutti gli amici e le persone con cui ho fatto ciò.
lunedì 28 aprile 2014
DOVE ABITA IL TUO CUORE ?
Qualche mese fa scrissi un piccolo pensiero sull'innamoramento ... L'innamoramento è una bellissima sensazione che tutti noi vorremmo provare più volte nella vita anche solo con una persona. Per noi l'innamoramento è la firma , è l'ufficialità che qualcosa ci piace veramente e probabilmente è la strada della nostra vita.
Nel 2011 una ragazza mi fece sentire una sensazione straordinaria, un brivido , una cosa mai provata prima
Purtroppo o per fortuna questa ragazza non contraccambiò il mio sentimento. Così accadde qualche mese fa , una ragazza entra dove sto prestando servizio e ... "Pam" un colpo al cuore ... E nonostante ciò lei non ha contraccambiato .
Allora la domanda sorge spontanea "ma innamorarsi a che serve? ".
Nella vita potremmo innamorarci 300 volte , ma ciò non vuol dire che 300 volte è la soluzione della nostra vita .
"Dove sta il tuo tesoro lì è anche il tuo cuore" ... Allora dove sta il nostro cuore?? Siamo sicuri di saperlo ... Pensiamo che sia un eterno battito di cuore??
Forse è veramente il momento di tornare al silenzio e capire Dove sta il nostro Cuore...
sabato 1 marzo 2014
NELLO STAGNO...MA IN CAMMINO!



