Avevo 10 anni e a casa dei miei nonni si guardava il Giro d'Italia , correva l'anno 1998. Il ciclista che in quel momento emozionava tutti era Marco Pantani, e la verità è che emozionava tanto pure me, gli scatti, le salite, il modo di pedalare e di vincere.
Mi innamorai talmente tanto che guardavo ogni corsa che faceva e sognavo di andare in quelle montagne che lo segnavano come un eroe.
Già perché io in montagna c'ero stato solo una volta e nemmeno me la ricordavo (avevo tre anni).
Con il passare di un paio d'anni riuscii a "sfamare" la voglia di montagna e il sogno di vedere Marco.
Era il 29 Maggio 2001 e a Rovigo si concludeva una tappa del Giro. Vidi quella bandana gialla sfrecciare sul traguardo .
Mi fece proprio innamorare di ciclismo e di salite , benché il mio fisico non fosse da scalatore cercavo le salite dappertutto, per farle e per mettermi alla prova. Certo sfido chiunque a trovare salite in Polesine , eppure le facevo tutte ... Ponti, rampe , salite che portavano sulle rive dell'Adige ecc...
Crescendo ho avuto modo di conoscere una salita che per tutti i ciclisti è la prova per i principianti.
Salita di Calaone (Padova) piccolo paesino sopra Este alle pendici dei Colli Euganei . 4,5 km di salita non con grosse pendenze , ma per un principiante è sempre una salita e soprattutto un'emozione.
Non so cosa mi muova dentro ma la voglia di farla è sempre tantissima e la prima volta che l'ho fatta ero talmente emozionato che ho messo due volte i piedi per terra.
La salita è bella perché ti fa pensare e fa conoscere le tue capacità, i tuoi limiti , e soprattutto ti permette di accettarli. Un ciclista che non accetta i suoi limiti in salita è meglio che non faccia il ciclista. Per me è sempre un emblema , mi dà modo di essere me stesso, di andare al mio ritmo, non mi chiede nulla e ne sono innamorato , tanto anche. É bella , affascinante e alle volte un po' bastarda ... Ma tu la ami , non puoi abbandonarla.
Mi ha fatto pensare agli errori che ho fatto nella mia vita. A ostinarmi a prendere strade che sapevo già in partenza non essere le mie... Mi ha insegnato che per farla bene devi guardare al tuo essere , non a quello degli altri... Tutto è dentro di te. Che devi guardare quel pezzo di strada che stai facendo e non avere fretta di guardare avanti... Una volta arrivati in cima ci si ritrova tutti assieme ognuno contento del suo risultato. Ma tutto questo per dire che della salita sono appassionato, innamorato,ogni volta che ritorno a casa mi ha fatto piacere stare con lei, nonostante le fatiche.
Grazie Salita!
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