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venerdì 18 ottobre 2013

IL DESERTO

Sono giorni, mesi, anni che continuo a riflettere su quello che qualcuno chiama "deserto dell'anima". 
Deserto dell'anima quel momento in cui la nostra vita sente come un "vuoto" interiore, un battito mancante, come se la strada che abbiamo deciso di prendere non portasse i frutti sperati.
"Mio Dio ...e adesso?"... sensazione brutta, anche solo di un secondo che potrebbe susseguirsi per un'intera giornata. Certamente non è che duri un'eternità o che capiti sempre, probabilmente stress, preoccupazioni e altro permettono questo. Ma voi non pensate che comunque possa essere un richiamo?
Un richiamo a prendersi del tempo per sè, per analizzarsi un po' senza troppo approfondirsi e perdersi.
Ci sono due fazioni in questo sentimento, quella scientifica: meticolosa, tecnica , precisa e forse un po' troppo umana. La seconda è quella spirituale: meticolosa anch'essa, progressiva e ottimista.
Due posizioni così diverse e così vicine, che ci fanno pensare "Ma questo è deserto dell'anima, o sto male e devo farmi curare?".
Rispondendo potrei dire che per me si è sempre ben contraddistinta la prima scelta "Bè questo è un piccolo deserto dell'anima..." , perchè con il tempo, anche con pazienza ho raccolto frutti così saporiti da riuscire a vivere momenti indimenticabili della mia vita.
Anche nel post che precede questo attuale, racconto di una breve crisi che ho avuto nel 2011 e che benedico in continuazione, per come mi ha cresciuto e per quanto mi ha dato.
Chiaro è che non può essere la prima e l'ultima e ad ogni "salto" che facciamo, ad ogni spostamento della nostra vita dobbiamo mettere in preventivo un piccolo passaggio tra la "nebbia".
Ogni volta che ci si ritorna devo ammettere si ha un po' di paura perchè il pensiero è ..." Ma come? Ci sono già passato , sono già cresciuto...perchè ancora?"
Così spinto involontariamente da un sacerdote caro amico ho deciso di fare una settimana di "Deserto nella città" ... nome che da anche il titolo ad un libro di Carlo Carretto( http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Carretto). Ho preso questo libro e ho cominciato a fare questo deserto e nel giorno odierno ho trovato questo pensiero:

"Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? se gli chiede un pesce gli darà al posto del pesce una serpe? se gli chiede un uovo gli darà uno scorpione?" (Luca 11, 11-12).
Tenete conto della somiglianza tra la pietra e il pane - tra il pesce e il serpente - tra l'uovo e lo scorpione! (Il fenomeno si vede soprattutto nei luoghi desertici e con le notti fredde. Lo scorpione si accartoccia e si copre di una peluria bianca che al passante dà l'aspetto di un uovo).
Sembra volerci dire: Figlio mio, io sono padre e non ti do una pietra al posto del pane, un serpente quando mi chiedi un pesce, uno scorpione se hai bisogno di un uovo.Può darsi che una cosa ti sembri una pietra, ma sta' attento: non è una pietra, è un pane.
Può darsi che una malattia ti sia apparsa come un serpente, ma era un pesce che ti ha nutrito e corretto.
Una disgrazia è piombata su di te come uno scorpione ma è stato un uovo che ti ha fatto del bene e ti ha nutrito.
Può darsi che una malattia ti sia apparsa come un serpente, ma era un pesce che ti ha nutrito e corretto.Una disgrazia è piombata su di te come uno scorpione ma è stato un uovo che ti ha fatto del bene e ti ha nutrito."Tutto contribuisce in bene a chi crede in Dio" per chi ha speranza, per chi ama e Dio non può permettere" che il male si avvicini alla tua tenda" se non per trasformarlo in grazia e farlo entrare nel piano della salvezza.




qwe

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