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giovedì 17 ottobre 2013

6 Dicembre 2012- "LA FRETTA (ELOGIO ALLA CALMA)"

Un giorno un missionario Comboniano, Padre Alex Zanotelli, dovette tornare in Italia per degli incontri, arrivava da Karthoum nel Sud-Sudan. Entrò nella sala dove aveva l'incontro, si fermò un attimo e disse: «Sono appena stato a passeggiare un po' per questa città, mi chiedo ...Ma dove corrono tutti?».
Credo di non essere stato sempre lento nella mia vita, c'è stato un periodo in cui ero sempre il primo, fino ai 17 anni. Prima ero sempre preciso ed in anticipo agli incontri, poi ad un tratto mi sono chiesto “Ma chi me lo fa fare di correre per essere il primo? Arrivo con comodo come tutti gli altri, di aspettare sono stanco!”. Così cominciai a dimenticare totalmente l'arrivare in anticipo che mio padre mi aveva insegnato fin da piccolo. Da qui si è sommato il rallentare tutti gli aspetti della mia vita, e mia mamma ha fondato la fatidica frase “Sempre all'ultimo momento ti muovi”.
Lo ammetto non è carino, forse è stata proprio una trasformazione irrispettosa nei confronti degli altri, qualcuno tutt'oggi continua a criticarmelo, “SEI LENTO!”. Sono consapevole di esserlo e per una piccola parte anche fiero. Penso che essere lenti non significhi non contribuire, ma è un modo per fare una cosa bene e con precisione. Se qualcuno velocizza il mio ritmo mi mette in imbarazzo, spesso compio disastri. Esempio, se lavo i piatti voglio lavarli bene, non voglio essere il più veloce a lavare i piatti per poi lasciare degli aloni orribili. Ma per tutti non è così, sapete qual è attualmente il quieto vivere occidentale? LA VELOCITA'!!
Non è mia intenzione distruggere o annichilire la velocità, in alcuni casi è veramente importante, io parlo di quel tipo di velocità che non ci permette di guardare le altre persone, che rischia di farci cadere nell'indifferenza.
Gesù nei suoi tragitti da una regione all'altra si fermava, rallentava e bloccava il sui passo per diversi motivi : Pregare, Ascoltare, Parlare. Per Lui tutto questo era importante, avrebbe potuto lasciar perdere ogni aspetto, doveva raggiungere altri posti , aveva da fare molte cose. E invece no! Si fermava, spesso emozionato, spesso coinvolto da una persona che forse nemmeno conosceva.

In quel tempo, mentre Gesù si allontanavadue ciechi lo seguirono gridando :«Figlio di Davide, abbi pietà di noi!»Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro:«Credete che io possa fare questo?».Gli risposero: «Si, o Signore!»Allora toccò loro gli occhi e disse:«Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo:«Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta la regione.1

Lasciamo per un attimo perdere l'aspetto biblico e omeletico di questo Vangelo di Matteo, guardiamo le azioni che si compiono e riflettiamo.

1- GESU' SI ALLONTANAVA- Se si stava allontanando probabilmente se
ne stava andando da qualche altra parte, probabilmente con un obbiettivo
ben prefissato.
2- DUE CIECHI LO SEGUIRONO- Nonostante se ne stia andando, due
persone comunque decidono di seguirlo, hanno bisogno di Lui.
3- ENTRATO IN CASA, I CIECHI GLI SI AVVICINARONO E GESU'
DISSE LORO- Lo riescono a raggiungere, Lui permette che questo avven-
ga e alla loro richiesta risponde quasi con emotività “Credete che io possa
fare questo?”.
4-ALLORA TOCCO' LORO GLI OCCHI E DISSE- Il tocco è un aspetto
fondamentale, identifica una relazione, una passione e una condivisione. A
quanto pare Gesù non conosceva questi personaggi e nonostante ciò c'è
il “tocco”.
Vicinanza, fratellanza, condivisione e ascolto.
5-QUINDI GESU' LI AMMONI' DICENDO- Gesù non voleva che si
conoscesse la sua potenza, perchè non era suo obbiettivo l'essere apprezza-
to. Il suo obbiettivo era l'amore, il bene e la pace per gli uomini.

Mi interessa dire che in questa visione del Vangelo c'è molto di mio, tratto delle formazioni fatte in questi anni. Credo che ognuno possa esprimere il suo parere su un Vangelo, perchè il pensiero di ognuno di noi , se richiesto, è frutto dello Spirito Santo.
E' comunque importante sottolineare che chi si considera Cristiano non può lasciare in disparte l'aspetto relazionale, e purtroppo la velocità ci distanzia da questo importantissimo aspetto. Chiaro che, e lo vedremo anche nel proseguo del libro, non tutte le culture sono favorevoli a quel “tocco”, alcuni paesi dell'America Latina ad esempio sono molto restii di fronte all'affetto. Il motivo è la sofferenza vissuta nelle guerriglie passate, nella violenza che quelle terre hanno purtroppo subito.
Dove corrono tutti?” , è proprio questa la domanda chiave che ci permette di capire il motivo per cui la fretta fa impazzire. Perchè si corre? Dove dobbiamo andare? C'è veramente qualcosa di importante che ci aspetta?
Spesso viviamo nel futuro, e quando ci arriviamo non godiamo quel momento ma viviamo ancora nel futuro, è tutto un pensare a ciò che può capitare o succedere domani. E corriamo!! Il fatto è che noi Cristiani dobbiamo camminare, dobbiamo quasi contare i nostri passi. Qualcuno si chiederà “Perchè?”. Perchè ad un certo punto della nostra vita ci sarà sicuramente un momento in cui sarà indispensabile, per qualsiasi svariato motivo, fermarsi, rallentare, e sarà lì che faremo i conti con tante cose. RALLENTIAMO?

Ps: Rallentare non significa fregarsene, significa “meditare i passi” , “ascoltare”. In casi di emergenza è ovvio che la velocità è importante.

1(Mt 9,27-31)

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