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lunedì 5 giugno 2017

DOVE MI PORTI?

Alle volte non è per nulla semplice, alle volte l'orizzonte o sembra in salita o pare non esserci proprio. In alcuni istanti ti senti addirittura debole ed indifeso e non sai che "pesci pigliare".
"Dove mi porti?" è una domanda di fiducia, alla Vita a Dio a qualcosa per cui abbiamo deciso di metterci in cammino. "Dove mi porti?" dov'è la mia casa? Il mio posto dove riposare?

Non è semplice ma credo possa esserci una "chiave", un modo per non dire basta, esiste e non è solo fatto di ciniscmo e motivazione, è fatto di fiducia e promessa.
La fiducia è un primo passo verso la conquista di una libertà insperata, fiducia nel futuro, nella Vita o come detto prima in un Dio che ci ama, sempre in qualsiasi istante. La fiducia è parte di un cammino , ma soprattutto è frutto di una scelta: « Decido di affidarmi a Te». Decido di affidarmi a quel Qualcosa che mi fa sentire a casa, anche solo per qualche breve secondo ma in cui sono sicuro di non "morire".

DIRE "SI"
Un giorno ero a letto, le lenzuola tremavano di paura e io con loro . Ero immerso in un panico che non sapevo che fine potesse avere , in qualcosa che forse era imbattibile e più grande di me. Non trovavo forza, mi ero completamente perso nei miei dubbi, nel mio futuro, nella paura di non riuscire più ad essere felice.
Ad un cero punto ho pensato a che strada avevo intrapreso, ma soprattutto a come l' avevo intrapresa. Mi ero "incamminato" per la strada di Dio, forse per comodità, forse per piacere e anche un po' per cultura, queste erano le verità.
Un istante e una voce mi richiama dentro "hai scelto?", "hai mai scelto Gesù come via da percorrere? Come luogo su cui riposare?". Io pensavo di si e invece non lo avevo mai fatto, mi ero affidato alle mie forze (forse poche) e alle spinte emotive che mi donava un cammino di quel tipo.
Ma in quel cammino c'ero io, e io soltanto potevo decidere cosa farne della mia vita. Ed è stato in quell'istante che ho detto "SI", e in quel momento un mondo mi si è aperto.

Dire "si" non è soltanto un atto di fiducia, è qualcosa di più, è sapere che avrò un impegno per la Vita, è sapere che quello che ho scelto lo sarà per sempre senza bisogno di aspettare il "rinnovo del contratto", perchè io ho scelto.
Tutto questo non significa che non vivrò più momenti instabili, significa che avrò le carte in regola per viverli nel modo migliore, nel modo che mi farà vedere che anche da quei momenti nascono dei fiori immortali.

I PEZZETTI DI VETRO
C’erano una volta due pezzetti di vetro blu attaccati ad una parete. Erano stufi di stare lì inchiodati, in un ambiente tra l’altro anche un po’ umido. Lamentandosi l’uno con l’altro, giunsero un giorno alla decisione di staccarsi dalla parete e scendere a terra. Qualcuno di certo si sarebbe accorto di loro e li avrebbe usati meglio.
Così, spinta dopo spinta, riuscirono a staccarsi dalla parete e a scivolare per terra. L’indomani il sacrestano zelante passando con la scopa li tirò via e lì gettò nella pattumiera. Ma alzando lo sguardo, per la sua solita breve preghiera mattutina, si accorse che nel bel mosaico, che rappresentava Gesù, mancavano gli occhi. (Presa da Padre Gaetano Piccolo)

https://cajetanusparvus.com/2017/06/02/ma-che-ci-sto-a-fare-qui-quando-pensi-che-la-tua-vita-non-serva-a-niente/


 Non tutte le situazioni che ci dovrebbero essere agevoli lo sono, ma non vuol dire che la nostra vita sia un disastro o un fallimento, può voler semplicemente dire che in quell'istante va bene così.
Facciamo di tutto affinchè le cose possano essere migliori ma il più delle volte finiamo completamente esauriti, forse basterebbe solo esserci.

ABILITA' E FELICITA'
 “Quando l’arciere tira senza ambire a un premio particolare, ha tutte le sue capacità; quando tira per vincere una fibbia d’ottone, è già nervoso quando tira per un trofeo dorato, diventa cieco, vede due bersagli e perde la testa. Le sue capacità non sono andate perdute, ma il premio lo turba. Per lui è importante! Pensa più a vincere che a tirare, e il bisogno di vincere gli toglie la sua abilità”.


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