Quando ero piccolo c'era una bambina che mi piaceva, era mia compagna di classe e sapevo che un po' piacevo pure a lei. Non del tutto perchè a lei interessava anche un altro compagno di classe, per questo ogni volta che la vedevo dare più attenzioni a lui aspettavo che girasse lo sguardo verso di me, la fissavo un secondo negli occhi e poi torcevo il collo con stizza verso un altro punto. Volevo farla stare male, volevo farla sentire in colpa per non avermi calcolato...
Oggi viviamo di tantissimi sensi di colpa, sono talmente il nostro "pane quotidiano" che non ci accorgiamo nemmeno che è diventata una costante nelle nostre giornate.
No, non ci accorgiamo eppure sono spesso la causa di situazioni difficili e di emozioni negative all'ordine del giorno.
Ho voluto dedicare questo spazio a 5 sensi di colpa attivi e passivi, che invadono come zanzare in piena estate le nostre giornate...
1- Passivo- DIRE DI "NO" AD UN AMICO
Il primo storico senso di colpa è quello di deludere un amico. La nostra paura è perdere la stima di quella persona, teniamo più alla nostra reputazione che alla nostra libertà. Un po' di fegato rovinato ma il nostro giudizio positivo è salvo.
Ammettere il proprio pensiero ad un amico non è deludente, e non è nemmeno cattivo nei suoi confronti, anzi mostra il rapporto per quello che è.
2 -Attivo- DARE AGLI ALTRI LA RESPONSABILITA' DEI NOSTRI ERRORI
Quando siamo in mezzo alla gente ci è difficile mostrarci per quello che siamo, è sempre meglio sentirisi sufficientemente pronti e preparati piuttosto che mostrare le nostre defaillance. Non è colpa nostra se siamo "così", ci sono altri responsabili nelle nostre disgrazie. Mors tua vita mea.
La persona matura è colei che non ha paura di ammettere i propri errori, i propri passi falsi. A determinare il nostro vero essere è la consapevolezza delle nostre responsabilità quotidiane, non sono colpe.
3 -Passivo- «SONO UN BUONO A NULLA»
Nei momenti di estrema difficoltà ci arrendiamo: «Se il mondo va male è colpa mia». Forse è il senso di colpa peggiore, quello che rovina il nostro essere e lo avvelena.
Non esiste persona indegna di vivere, ci possono essere persone "ferme" nel cammino ma non immeritevoli della vita. Ognuno di noi sbaglia, e sbaglierà fino all'ultimo giorno, la perfezione non è di questo mondo, e tu sei degno di tutto quello che ti criconda.
4 -Attivo- IL GIUDIZIO A PRIORI
Già, pure questo è un senso di colpa. Si dà un po' la "mano" con il numero 2 ma nel suo intimo va verso il 3. Quante volte ci capita di criticare una persona per tutto quello che fa, soprattutto se non si comporta secondo le nostre aspettative. Abbiamo aspettative su tutti, e vorremmo rispondessero alle nostre. «Quello se la tira troppo», «Marco torna a casa sempre tardi la sera», «Luigi è sempre in giro perchè non pensa alla famiglia».
Giudicare gli altri è un modo per pulirci dalle nostre fragilità che in realtà non siamo in grado di sistemare. Parlare di un'altra persona ci aiuta a distrarci dalle nostre ferite.
Non è bello, è meglio guardarci un po' alla volta dentro e comprendere di più i nostri amici. Se fanno qualcosa è perchè qualcosa gli manca.
5 -Attivo/Passivo- CHIEDERE SEMPRE SCUSA
Chiedere scusa è un gesto nobile, aiuta a responsabilizzarci di qualcosa che abbiamo commesso e di cui avremmo potuto fare a meno.
Ma non è questa la "scusa" di cui parlo, bensì di quella che usiamo per "allontanare" tutti i sensi di colpa possibili.
Succede quando dopo aver trattenuto per molto tempo un giudizio su qualcuno lo esprimiamo, oppure quando l'altro se la prende vistosamente per qualcosa senza motivo. Noi siamo lì, magari non abbiamo sbagliato niente... ma chiediamo "scusa". Lo facciamo per calmare le cose, per non perdere l'amico, per essere "politicaly correct" ma non ci accorgiamo che non miglioriamo la situazione, anzi la cosa si cristallizza.
È ATTIVO perchè facciamo sentire l'altro un po' in colpa per come è, mentre è PASSIVO perchè i sensi di colpa dentro di noi aumentano considerevolmente.
«Il modo di pensare più comune è quello dell'ego, che fondamentalmente percepisce un mondo di separazione, colpa, paura, attacco e rapporti malati. Il punto di vista opposto è quello dell'amore, la cui caratteristica di base consiste nel percepire un mondo di unità, di amore incondizionato, di pace, di felicità, nel quale le relazioni sono sanate: è un mondo costruito sull'amore di Dio, in cui le percezioni sono guidate dal perdono» Gerard Jampolsky- Addio sensi di colpa

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