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mercoledì 6 dicembre 2017

NON ARRABBIARTI!

Giocando una partita di pallone con gli amici, qualche settimana fa, mi è capitata una cosa piuttosto strana, un sentimento che mi è uscito spontaneo e che mi ha spaventato un po'.
Un contrasto con un amico, la voglia di dimostrare di essere bravo nel controllare la situazione e allo stesso tempo voler rimediare a tutto con uno scatto d'ira, quasi per mettere in risalto una superiorità.
Nel momento in cui mi sono "ripreso" ho avuto paura, ho pensato che non era da me fare una cosa di quel tipo e tantomeno stavo dando un buon esempio.
Si sa però che certe emozioni non vengono mai per caso, deve esserci qualcosa dentro che ci morde e che ci punge a tal punto da scoppiare.
Qualche anno fa ricordo una persona che mi disse quanto il gioco fosse importante per capire il nostro stato d'animo in quel momento, cioè come vivevamo, e che tipo di tensioni (positive o negative) governavano il nostro essere.
La rabbia non è proprio un bel sentimento, perchè se non accudita sfocia in situazioni sgradevoli che rischiamo di non saper controllare, e purtroppo oggigiorno è molto facile imbattersi in notizie sgradevoli e tremende che riportano stati d'animo di rabbia. Certo non è paragonabile a ciò che ho commesso io, una cosa che oramai è piuttosto comune nel mondo dello sport, ma che non può assolutamente essere la normalità.


L'ultimo rapporto del Censis per l'anno 2017 ha evdenziato come il termine che è risaltato di più è RANCORE, mentre lo scorso anno era PAURA.
Il mio saggio professore di Sociologia ha analizzato come questi due sentimenti sono le prime due reazioni del malato di cancro: prima la paura e poi la rabbia.


Cosa viene dopo?

Difficile dirlo, non si può essere nè catastrofisti e nemmeno super ottimisti, bisogna che ognuno di noi muova qualcosa nella propria vita in positivo per poter cambiare, eliminando la grande tentazione del "Lascia perdere tanto non si può fare niente", perchè proprio quella potrebbe essere la fase della catastrofe societaria.

La seconda domanda è, cosa fare ?

Lc (3,10-18)

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Rispondo con questo Vangelo che mi ha consigliato un amico, perchè anch'io ho bisogno di sapere come muovermi, perchè anche io nel mio piccolo voglio un mondo migliore. 
 Come diceva Ghandi " Dio non vuole che  sposti le montagne ma che ti prenda cura della pietra che ti è stata affidata"

Quindi amico ti dico una cosa "Non arrabiarti!" 

 

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