Non posso fare finta di non sapere, non posso pensare di cercare risposte altrove. Di fronte ai casi di chi sceglie di terminare la propria vita non posso e non riesco ad essere indifferente.
Troppo spesso purtroppo "saltiamo" a piè pari certe notizie, perché la tristezza ci fa paura, vogliamo eliminarla.
La verità è che se non facciamo i conti con i nostri dubbi e le nostre fragilità non possiamo trovare una certa felicità.
Nessuno parla di fragilità perché è qualcosa che il mondo odierno non accetta, è sinonimo di essere inadatti e l'inadatto non può competere.
Ora immaginatevi l'uomo più "top" del mondo, quello che per voi è più "in gamba" e forte, accostategli il termine "fragile" perché così è. Non esiste nessun essere umano che non abbia delle fragilità. NON ESISTE!
“Solo l’uomo fragile sa entrare nell’uomo spezzato, prova amore e entra nel dolore perché lo ha conosciuto” V. Andreoli "L'uomo di vetro"
Questo mondo un po' mi ha stancato perchè continua a ripeterci che se non entriamo in competizione e soprattutto se siamo fragili ed impacciati siamo falliti!
Io non so cosa porti le persone verso il suicidio ed evidentemente non sono la persona professionalmente precisa per poter rispondere, ma penso che la teoria del "fallimento" abbia veramente rovinato le persone.
Qualcuno si chiede il motivo del mio Credere, del mio ammirare il Vangelo e probabilmente mi considera un utopista, che non escludo di esserlo.
Puoddarsi io lo sia un utopista, e non voglio mettere in discussione ciò che qualcuno pensa su questo. Ma il MESSAGGIO che questa "utopia" porta è assolutamente inarrivabile, e la società odierna non potrebbe trovarla in nessun'altra situazione.
Proprio Vittorino Andreoli qualche giorno fa ha rilasciato queste dichiarazioni:
Non si può pensare di avere oggi una generazione di adulti solida come quelle del passato.
Un uomo che è in crisi, sbaglia, ma anche l’errore può servire. È la concezione del peccato: un uomo che ha peccato non è da buttare via perché il Signore lo va a cercare. La crisi non è incompatibile con l’educare. La via di uscita è l’umanesimo della fragilità.
"Umanesimo della fragilità", questa è la via d'uscita , questo è quello che dobbiamo capire. Nessuno è inadatto, siamo semplicemente caratterialmente diversi, grazie al cielo.
Beati... coloro che sanno di essere fragili
Beati... coloro che sono contenti di esserlo
Scoprite la bellezza di essere fragili, ammettetelo senza problemi, cosa dovete dimostrare ? Non abbiate paura di chi vi critica, anch'egli è fragile!
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