Quando arrivano giorni difficili e inaspettati è impossibile guardare alla speranza con immediatezza, più facile rimanere attoniti a pensare cosa succederà alla nostra vita adesso che è crollato qualcosa di importante.
Mi aggrappo alla speranza cristiana e a chi dice che è nei momenti tristi e dolorosi dove cresciamo di più. Non è facile, ma siamo in ballo e quindi "balliamo". Ho capito che un dolore non lo puoi giudicare e valutare finchè non lo provi da vicino, finchè non ti tocca in maniera pesante e potente.
Quello che pensi quando gli altri vengono colpiti da un dolore vicino non è comprensibile, dettare i tempi e le fasi di un lutto a distanza non è possibile, e soprattutto, non si può capire.
Ho la fortuna di stare a fianco di una persona che nel lutto che sta vivendo mi sta dando prova di soffrire per tutti, di sentire una sofferenza che parte da lei e arriva a chi sta provando dolore per motivi diversi dai suoi e si chiede «Perchè?». «Perchè Dio vuoi questo dolore? Rispondi!».
Pensandoci non ho mai avuto una risposta su questo. Non ho mai avuto modo di riflettere... Ma ora me lo sto chiedendo anche io: «Perchè?».
«Ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio. E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte nè lutto nè lamento nè affanno, perchè le cose di prima sono passate».
(Ap 21,3-4)
Nel 1997 il compianto cantautore Alex Baroni scrisse una canzone che provava a dare una risposta. E pensando al destino che ha avuto questo cantante viene da pensare sia una risposta che assume un valore ancora più importante.
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